La città si difende

ITALIA - 1951
Una banda, formata da quattro naufraghi dell'esistenza, dà l'assalto alla cassa dello stadio durante una partita di calcio, e s'impadronisce dell'incasso. Inseguiti dalla polizia, i quattro riescono a dileguarsi. Guido, il capo della banda, pittore fallito, viene ucciso da alcuni marinai, che gli avevano promesso di trasportarlo in Corsica. Luigi, operaio disoccupato, ha partecipato alla rapina per poter lenire la miseria della moglie e della bambina. La buona moglie l'induce a partire, ma, braccato dai carabinieri egli finisce con l'uccidersi. Paolo, già famoso giocatore di calcio, in seguito ad un incidente non può più giocare. Ridotto ad una vita mediocre, s'è lasciato trascinare al delitto. Sfuggito alla polizia si rifugia presso una sua ex amante, ma la ragazza, spaventata, favorisce il suo arresto. Il quarto, Alberto, è poco più che un fanciullo. Figlio di genitori poveri ed onesti, ha avuto un'adolescenza stentata, cercando conforto nella letture di romanzi a fumetti. Ora, abbandonato dai compagni, decide di tornare a casa, dove la polizia l'attende. Lo sciagurato si rifugia sul cornicione del palazzo, minacciando d'uccidersi; ma le parole piene d'amore, dei genitori, lo convincono a consegnarsi alla giustizia.

CAST

NOTE

-DIRETTORE DI PRODUZIONE: VITTORIO FORGES DAVANZATI.

- IL FILM VINSE IL PREMIO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI PER IL MIGLIOR FILM ITALIANO ALLA XII MOSTRA D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA.

CRITICA

"(Il film) anche se purgato di qualche inquadratura, rimane decisamente sbagliato; fenomeno piuttosto significativo qualora si pensi che Pietro Germi andava di film in film migliorando e approfondendo particolari problemi umani, tesi sempre più impegnativi. Con ogni probabilità il risultato negativo va ricercato nel fatto che 'La città si difende' è prodotto dalla Cines, cioè da una casa statale e pertanto più propensa a realizzare pellicole antirealistiche pseudo sociali o così dette 'divertenti', che a carattere avanguardistico, cioè aderenti a umani problemi, a interessi vivi e attuali". (Guido Aristarco, "Cinema", n. 75, del 1° dicembre 1951).
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