La Cina è vicina

ITALIA - 1967
La famiglia Gordini Malvezzi, ereditiera, per discendenza nobiliare, di pingui possedimenti terrieri, è composta da Vittorio, professore di scuola media superiore, più erudito che colto, debole di carattere e trasformista in politica, dalla sorella Elena, arcigna amministratrice del patrimonio familiare, tenace zitella ma assidua frequentatrice di uomini di ogni tipo, e dal fratello Camillo, studente in un collegio di preti, acceso sostenitore d'idee estremiste che proclama apertamente con slogan murali. Ricevuta l'assicurazione di divenire assessore, il capo della famiglia Gordini Malvezzi accetta di presentarsi candidato nelle liste socialiste. Come proprio factotum Vittorio assume Carlo, un proletario con il diploma di ragioniere e molti sogni ambiziosi, fidanzato con la sua segretaria Giovanna. Avendo ora occasione di frequentare la casa dei "signori", l'"arrivista" Carlo riesce a entrare in intimità con Elena, avendo l'aspirazione di diventarne il marito. Nello stesso tempo, Giovanna, per vendicarsi del tradimento del fidanzato, diventa l'amante di Vittorio. Elena, rimasta in stato interessante, vorrebbe sbarazzarsi del nascituro ma i suoi tentativi vengono sventati da Giovanna che intende aiutare Carlo a migliorare la sua posizione sociale, richiedendo come contropartita che l'ex fidanzato doni anche a lei un figlio, così da far credere a Vittorio che il figlio sia suo, costringendolo a sposarla. La trama di imbrogli si scioglie dopo un doppio matrimonio, mentre Camillo sguinzaglia una muta di gatti e di cani nella sala ove Vittorio sta tenendo il comizio di chiusura.
  • Altri titoli:
    China Is Near
  • Durata: 93'
  • Colore: B/N
  • Genere: SATIRICO
  • Produzione: VIDES
  • Distribuzione: COLUMBIA - CEIAD, DVD: SONY PICTURES HOME ENTERTAINMENT (2007)
  • Vietato 18

NOTE

- COLLABORAZIONE ARTISTICA: ELDA TATTOLI - ORGANIZZATORE: OSCAR BRAZZI.

- PREMIO DELLA CRITICA AL XXVIII FESTIVAL DI VENEZIA (1967), PREMIO FIPRESCI E PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA.

- LA DURATA INIZIALE ERA DI 107'.

CRITICA

"Motivi familiari e storie provinciali fra il grottesco e il qualunquismo. Uno dei difetti (...) è quello di non essere affatto 'cinese'. (...) Non è un caso che piaccia tanto ai borghesi e che li faccia ridere a crepapelle come le vignette di Guareschi." (Paolo Pillitteri, "L'Avanti", 9 settembre 1967)

"Si tratta di un film condotto con una certa intelligenza, nel quale, col tono della satira provocatoria, viene svolta un'aspra requisitoria sulla società contemporanea. La protesta si rivela, tuttavia, inutile e velleitaria perché inaccettabile e qualunquistica. L'autore si rivela abile nella direzione degli attori tra i quali si distingue l'interprete del personaggio di Vittorio." ("Segnalazioni cinematografiche", vol. 65, 1968)
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