La casa nel vento dei morti

ITALIA - 2012
La casa nel vento dei morti
Italia, fine anni 40. Quattro disperati compiono una rapina in un ufficio postale e fuggono verso le montagne in cerca di un nascondiglio. Dopo aver attraversato a piedi pianure, fiumi, boschi e località impervie, il piano dei fuggitivi sembra procedere senza intoppi. Fino quando la loro avventura si trasformerà in un vero incubo senza fine...
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: CANON 5D 1:85.1 - FULL HD
  • Produzione: CAMPANINI FRANCESCO-PRODUZIONI CINEMATOGRAFICHE E DI VIDEO
  • Distribuzione: CAMPANINI FRANCESCO-PRODUZIONI CINEMATOGRAFICHE E DI VIDEO
  • Vietato 14
  • Data uscita 27 Aprile 2012

NOTE

- RIPRESE SVOLTE PER QUASI CINQUE SETTIMANE (GIUGNO/LUGLIO 2011) SULL'APPENNINO PARMENSE A PARMA, RIVE DEL PO, CALESTANO, BERCETO, VAL BAGANZA E COLORNO.

CRITICA

"Il parmense Francesco Campanini come nel 'Solitario' gira intorno ai suoi Appennini in flashback nel '47 quando, dopo una rapina, tre compari trovano una casa nel bosco che non sarà raccomandabile. Partenza curiosa di questo mountain road movie per l'ambientazione naturale e storica, con un attore divo del regime e il sospetto che questi elementi sfocino in un mix originale di delitti e castighi del fascismo. Ma la deriva horror non lascia scampo alla storia, che perde fascino e rientra nei canoni della paura." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 4 maggio 2012)

"Piacerà a chi è disposto ad apprezzare gli horror a basso budget purché ci siano le idee e l'abilità per metterle in pagina. 40 anni fa Pupi Avati scopriva che il diavolo poteva abitare anche nella profonda Emilia. Campanini lo riscopre e riesce a darci un 'Ultima casa a sinistra' made in Padania." (Giorgio Carbone, 'Libero', 4 maggio 2012)

"Bizzarro giallo agreste, che parte come un poliziesco per poi infilarsi in un'inattesa, truculenta storia horror. (...) Passabile ricostruzione d'epoca, nonostante l'evidente economia, artigianale la recitazione. Parolacce a pioggia e atrocità contenute." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 4 maggio 2012)
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