La canzone più bella

ITALIA - 1956
Elena Serventi è innamorata di Paolo Ostuni, musicista di talento, che non ha ancora avuto modo d'affermarsi e si trova perciò in precarie condizioni economiche. Elena è figlia di ricchi genitori, e sua madre Olga s'oppone al matrimonio della figliola con Paolo: ella vorrebbe che sposasse Riccardo, un ingegnere, perché ritiene che costui si trovi in condizioni economiche molto favorevoli. Riccardo è invece alla vigilia del fallimento e soltanto il matrimonio con Elena, che avrà una ricca dote, potrebbe salvarlo. Quando apprende che la madre di Elena è contraria al loro matrimonio, Paolo decide di partire ed Elena è risoluta a seguirlo. Per raggiungere ad ogni costo la meta ch'egli si è prefissa, Riccardo ha architettato un piano diabolico. Egli induce Paolo a partecipare ad una gara in motoscafo e provoca subdolamente un incidente, che costa al musicista la perdita della vista. Divenuto cieco. Paolo evita di presentarsi ad Elena e va con Riccardo a Milano. Il medico ha dichiarato a Riccardo che Paolo potrà ricuperare la vista mediante un'operazione; ma il malvagio si guarda bene dall'informare di ciò la sua vittima, che accompagna in una pensione. Intanto Elena, disperata per la scomparsa dell'innamorato, decide di sposare Riccardo. Paolo a Milano fa la conoscenza di una cantante, Luciana, che s'interessa al suo caso e gli ottiene una trasmissione alla Radio. Così Elena sente cantare la canzone che Paolo ha composto per lei ed apprende dal commento dello speaker la notizia della sua cecità: ella si precipita a Milano. La trasmissione alla radio richiama l'attenzione del medico che ha curato Paolo ed ora gli fa conoscere la verità. Paolo comprende di essere la vittima della criminosa macchinazione di Riccardo che pagherà il prezzo della sua cattiveria...
  • Durata: 90'
  • Colore: B/N
  • Genere: SENTIMENTALE
  • Produzione: OTTORINO FRANCO BERTOLINI PER LA ARBE FILM
  • Distribuzione: REGIONALE (1957)

CRITICA

"Il film, che vorrebbe far presa sugli spettatori con la descrizione del solito amore contrastato, manca di originalità. I sentimenti dei protagonisti non sono approfonditi (...)". (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 41, 1957).
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