La bussola d'oro

The Golden Compass

USA - 2007
Lyra Belacqua ha 11 anni e vive presso il Jordan College di Oxford, in Inghilterra. Sveglia e vivace, la ragazzina passa le sue giornate scorazzando per la città insieme al suo 'daimon' Pantalaimon (un alter ego sottoforma di animale) e all'amico Roger. Un giorno, Lyra sente per caso una conversazione tra suo zio Lord Asriel, alcuni professori dell'università ed un esponente del Magistero riguardo ad una 'Polvere' misteriosa che si trova solo nell'Artico e che permette il contatto tra mondi paralleli. Nel frattempo, alcuni bambini di Oxford, tra cui anche Roger, spariscono inspiegabilmente e Lyra fa la conoscenza dell'affascinante signora Coulter, che fa parte dell''Intendenza Generale per l'Oblazione' e che la invita a partire insieme a lei per un'avventurosa missione nell'Artico. Prima di lasciare il College, Lyra riceve in custodia un Aletiometro, un oggetto raro e prezioso in grado di dare risposta ai quesiti più vari ma che solo alcuni eletti sono in grado di interpretare. Tuttavia, la signora Coulter non ha alcuna intenzione di portare Lyra nelle fredde terre del Polo Nord e ben presto desta oscuri sospetti nella bambina che scappa via dalla prigione dorata in cui è stata rinchiusa. Inizia così per Lyra un'incredibile avventura che la porterà in contatto con un mondo fantastico in cui zingari Giziani, orsi armati, streghe e un aeronauta la aiuteranno a sconfiggere i malvagi Ingoiatori e a scoprire finalmente i segreti sulle sue origini e sul suo importantissimo ruolo nel futuro dell'universo.

CAST

NOTE

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: IAN MCKELLEN (IOREK BYRNISON), KATHY BATES (HESTER), KRISTIN SCOTT THOMAS (STELMARIA), IAN MCSHANE (RAGNAR STURLUSSON), FREDDIE HIGHMORE (PANTALAIMON).

- OSCAR 2008 PER MIGLIORI EFFETTI VISIVI (MICHAEL FINK, BILL WESTENHOFER, BEN MORRIS E TREVOR WOOD). ERA STATO CANDIDATO ANCHE PER LA MIGLIOR SCENOGRAFIA.

CRITICA

"Dopo tanti fantasy vecchi e nuovi ma sempre per bambini, eccone uno capace di incantare anche gli adulti grazie alla finezza del tratto, alla complessità dei riferimenti e al tratto apertamente anti-oscurantista, assai controcorrente in queste storie di magia che spesso celano "messaggi" più o meno evangelici. (...) Una ridda di riferimenti insieme culturali e spettacolari in cui entrano anche un cowboy-aeronauta con cappello e baffoni, dirigibili da combattimento, cruente lotte fra orsi. E un piccolo, caldo mondo di bambini in lotta contro gli intrighi e le bassezze degli adulti, che fa della 'Bussola d'oro' un film davvero insolito in un mondo sazio di Harry Potter e derivati, e di incantesimi sempre più vuoti e a buon mercato." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 14 dicembre 2007)

"Affidata a Chris Weisz la confezione è della migliore qualità britannica e gli interpeti, inclusi quelli che nell'originale si limitano a dar voce agli animali, sono tutte stars, con una Nicole Kidman bella e cattiva e un Daniel Craig carismatico e buono. Ma la novità mi pare che consista proprio nel fatto che gli effetti speciali sono ormai effetti normali; e costituiscono quella chiave in più che il cinema si è faticosamente fabbricato per farci entrare nel regno delle favole." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 14 dicembre 2007)

"'La bussola d'oro', fantasioso e inventivo, capace di dare grandi sensazioni di meraviglia, somiglia un po' nello stile e nel gusto fiabesco a 'La storia infinita' di Petersen. I valori produttivi sono impeccabili, il messaggio didattico del tutto condivisibile, non c'è ombra di melensaggine. Peccato che il film riveli come Nicole Kidman invecchi male: i recenti interventi hanno trasformato la sua faccia graziosa e sensibile in quella di un'immobile pupazza. Il corpo resta bellissimo, nei costumi eleganti e streganti di Ruth Myers." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 14 dicembre 2007)

"A Natale bisognerebbe star tranquilli, non andarsi a cercare gli incubi affastellati da Chris Weitz, nel polpettone epico, ispirato dall'omonimo libro di Philip Pullman, all'inseguimento del successo di Harry Potter, con corteo di streghe, maghi e religiosi pazzi. E peccato per un cast di stelle, che brillano poco (...). Dietro le quinte, la squadra creativa s'industria a suggestionare i piccoli con orsi corazzati e leopardi delle nevi, mentre un'aurora boreale asfittica scurisce il fantasy, che nasconde una prepotente ambizione: insegnare agli juniores il culto per la Scienza e il disprezzo per la Fede. Pullman è un ateo dichiarato e seguire le sue elucubrazioni, intanto che inermi cuccioli d'uomo vengono fatti fuori in un lager del nord, stucca." (Cinzia Romani, 'Il Giornale', 14 dicembre 2007)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy