La Bohème

ITALIA, FRANCIA - 1988
Quattro amici, il poeta Rodolfo, il pittore Marcello, il musicista Schaunard e il filosofo Colline, vivono insieme a Parigi in una fredda soffitta. Pur essendo poveri e senza lavoro, sono felici e trascorrono le serate in allegria bevendo e parlando di tutto. Marcello ha una relazione con Musetta, una ragazza determinata e priva di scrupoli con cui litiga spesso. Rodolfo è innamorato della fioraia Mimì, che lo ricambia. La coppia decide di vivere insieme ma Mimì scopre di avere la tisi e, per non essere di peso all'uomo che ama, lo lascia e inizia a condurre una vita frivola e dissoluta. L'unico che riesce a consolare Rodolfo è Marcello, che soffre anche lui divorato dalla gelosia per la sua Musetta. Mimì e Rodolfo si ritrovano, ma lei si allontana ancora una volta. Tornerà nella soffitta soltanto per morire tra le braccia dell'uomo che ama.

CAST

NOTE

- ALL'INIZIO JOSE' CARRERAS ERA STATO CONTATTATO PER INTERPRETARE IL FILM.

CRITICA

"Forse l'equivoco è a monte, nei punti di contatto che Toscan du Plantier crede di ravvisare fra il melos di Puccini e la poetica di Comencini: una ispirazione elegiaca ed intimistica, più lirico-patetica che drammatica; un realismo che si apre alla poesia del quotidiano, ai risvolti sentimentali, agli squarci onirici. Sbilanciata, priva di un centro tematico, 'La Bohème' di Comencini sembra esaurirsi nella calligrafia (come già la 'Carmen' di Rosi, lo spettacolo popolare - e populista - di Gallone). Dopo tutto, serve a promuovere l'edizione discografica della Erato. Ma questa è un'altra storia." ('Cinema Nuovo')

"Neppure Barbara Hendricks, trasformata in una Mimì incredibilmente brutta, riesce a far dimenticare con la sua voce i limiti della direzione degli attori. Il più a disagio è, comunque, Luca Canonici (nei panni di Rodolfo), che dà corpo alla voce di José Carreras gravemente ammalato. 'L'opera di Puccini', ha dichiarato Daniel Toscan du Plantier, produttore del film, 'è un'opera molto moderna, un'opera verista'. La gente viene mostrata cosi com'è. Come la si mostrava all'epoca del cinema muto. Del resto, è nello stesso periodo, agli inizi del secolo, che l'opera è stata scritta. Luigi Comencini è uno dei maestri del cinema neorealista del dopo guerra. Si inserisce nella stessa tradizione verista dell'opera. Ma se ho scelto Comencini, è anche per l'emozione. Puccini e Comencini sanno far piangere'. Il pubblico italiano valuterà la qualità delle lacrime." ('Rivista del Cinematografo', 15 Aprile 1988)
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