La bella di Roma

ITALIA - 1955
La bella di Roma
Nannina, giovane e bella popolana romana, è fidanzata con un pugile squattrinato, Mario. Questi un giorno, durante una rissa, colpisce un vigile e finisce in prigione. Nannina cerca lavoro e si rivolge ad Oreste, un maturo vedovo, che la prende come cassiera nel suo bar, seguendo il consiglio dell'amico Gracco, che ha bottega di tappezziere nella stessa via ed è un impenitente dongiovanni. Oreste s'innamora di Nannina e questa ne approfitta per proporgli una società: l'apertura e la gestione di una trattoria al Gianicolo. Oreste accetta la proposta e fa fare dei lavori nel locale, lasciando che Nannina si occupi di tutto ma s'accorge alla fine che la ragazza, che non ha dimenticato Mario, vuole soltanto trarre vantaggio dai suoi sentimenti. Oreste allora non vuol più saperne di Nannina e lascia il campo libero a Gracco, che non manca di farsi avanti. Anche con lui Nannina usa la sua solita tattica; ma Gracco è un tipo intraprendente, che va dritto allo scopo. Circostanze impreviste mandano a monte un appuntamento notturno tra i due; e più tardi, un voto fatto da Gracco alla Madonna gl'impedisce di trovarsi con Nannina, come aveva progettato. Quando il sacerdote gli rivela che il voto non ha alcun valore, corre dalla ragazza, ma la trova in compagnia di due suore, intenta a recitare il rosario. Gracco non può far a meno di partecipare alla preghiera, tanto più che sopraggiungono sua moglie e Oreste. Alla fine arriva Mario, che propone a Nannina di sposarlo. Nannina rimane proprietaria della trattoria e in attesa delle nozze andrà a dormire dalle suore, nel monastero vicino.
  • Durata: 99'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: LUX FILM
  • Distribuzione: LUX FILM - RICORDI VIDEO - VIVIVIDEO - PANARECORD (CLASSICI DEL CINEMA ITALIANO) - DVD: DOLMEN HOME VIDEO (2009)

NOTE

- DIRETTORE DI PRODUZIONE: NICOLO' POMILIA.

CRITICA

"[Il film] si inserisce senza colpo ferire nella corrente rosea del cinema italiano [...]. Del resto Ettore M. Margadonna e Luigi Comencini l'hanno clamorosamente inaugurata, questa nuova strada, con il piacevole 'Pane, amore e fantasia', e qui la proseguono con dispettoso fervore, in una sceneggiatura ben calibrata e in un'abile regia. Il meglio del film sta nella recitazione". (Ugo Casiraghi, 'L'Unità', 6 ottobre 1955).
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