La battaglia degli imperi - Dragon Blade

Tian jiang xiong shi

CINA, HONG KONG - 2015
La battaglia degli imperi - Dragon Blade
Cina occidentale, 48 a.C. Lungo la Via della Seta, trentasei diverse popolazioni - tra cui tra unni, uiguri e indiani bianchi - sono in tensione tra loro. A mediare e suggerire consigli conciliatori viene inviata la Squadra di Protezione guidata dal campione di arti marziali Huo An. Ben presto la situazione è chiara e Huo decide di arrestare tutti i responsabili del contrabbando rinchiudendoli in una fatiscente città di frontiera. Nel frattempo, sul posto giunge anche la stanca e affamata legione romana guidata da Lucio. Scongiurata una battaglia grazie a una tempesta di sabbia e alle doti diplomatiche di Huo, Lucio accetta di collaborare ai lavori di restauro della città che, grazie alle capacità dei Romani nel campo delle costruzioni, potranno essere terminati velocemente. Tuttavia, una nuova minaccia si profila all'orizzonte: la legione di Lucio, infatti, sta proteggendo Publio, un ragazzo cieco sulle cui tracce c'è il console romano Tiberio, un uomo senza scrupoli alla guida di un esercito di 100.000 soldati, che in nome dell'Impero Romano si accinge a conquistare proprio la Via della Seta...
  • Altri titoli:
    Dragon Blade
  • Durata: 101'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: RED EPIC, REDCODE RAW (5K), DCP (1:2.35)
  • Produzione: JACKIE CHAN, SUSANNA TSANG PER VISUALIZER IN COLLABORAZIONE CON FABLE HOUSE
  • Distribuzione: MICROCINEMA (2016)
  • Data uscita 30 Giugno 2016

TRAILER

CRITICA

"In quanto a kitsch e inverosimiglianza, solo 'La caduta dell'impero romano' può sfidare 'La battaglia degli imperi - Dragon Blade', kolossal sino-hollywoodiano di Daniel Lee con tre virili prototipi in mostra e itineranti per 3.200 chilometri: Jackie Chan, John Cusack e Adrien Brody . (...) un tripudio di comparse, battaglie e spettacolari furbizie che però non sollevano mai l'intricata avventura a livello di storia, emozioni, interesse. Nonostante i 65 milioni di dollari, il film si vede e non si guarda, si sente ma non si ascolta." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 30 giugno 2016)

"(...) un divertimento fantastorico con un importante risvolto politico. Politico e produttivo, trattandosi di uno dei film più costosi mai fatti in Cina. (...) il divertimento di 'Dragon Blade', che in patria ha macinato incassi record, sta nella fusione fra le prodezze di Jackie Chan e le tecniche di combattimento o di costruzione dei romani, che ispirano gag irresistibili. Siamo fra '300' e 'Thermae Romae', folle 'fantasy' nippo-romano, ma con molta più attenzione allo spettacolo e al messaggio pacifista: si tratta pur sempre di unire popoli diversi, e anche Chan combatte all'impazzata ma non sempre affonda la spada. La Cina si avvicina." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 30 giugno 2016)

"Col genere lottizzato dai supereroi, è sempre più difficile vedere un 'epic' ambientato nel passato. Una carenza cui vuol mettere rimedio questa produzione cinese, esempio paradigmatico dei rapporti sempre più stretti tra Cina e Hollywood. (...) Diretto con perizia strategica da Daniel Lee, il film è una via di mezzo tra un peplum e un blockbuster; contiene due canzoni e non si nega neppure qualche spunto umoristico (incongruo) in stile Jackie Chan. Le sequenze sono belle e maestose; peccato che un montaggio incasinato renda il tutto piuttosto confuso." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 30 giugno 2016)

"Sgargiante e a suo modo divertente guazzabuglio parastorico." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 30 giugno 2016)
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