L'uomo, la bestia e la virtù

ITALIA - 1952
Assunta Perella, che vive in una piccola città del mare, è sposata ad un bestiale capitano di lungo corso, che la trascura completamente, essendosi formato una famiglia illegittima a Napoli. Il capitano viene a casa solo due volte all'anno, tra un imbarco e l'altro, e si ferma ventiquattr'ore per farsi lavare e stirare la biancheria. I rapporti coniugali tra il capitano e la moglie sono del tutto inesistenti; mentre Assunta è divenuta da anni l'amante del prof. Paolino, il maestro del suo figlioletto, al quale essa annuncia un giorno che attende un bambino. Ma la signora attende anche l'imminente arrivo del marito, al quale col tempo, sarà impossibile nascondere il tradimento. Per salvare la situazione non c'è che una via, suggerisce il prof. Paolino: fare in modo che il comandante, durante la sua imminente visita, cambi radicalmente il suo atteggiamento di fronte alla moglie. Per consentire l'intento Paolino svolge una duplice azione: cerca di aumentare la forza di seduzione di Assunta e fa preparare una torta drogata da far mangiare al capitano. Il piano riesce anche troppo: l'irsuto comandante, avendo mangiato la torta, non resta insensibile al fascino, che esercita la sua compagna. Egli farà in modo che in avvenire le soste al domicilio coniugale siano più frequenti e più lunghe.

CAST

NOTE

- ASSISTENTE ALLA REGIA: LUCIO FULCI.

- REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1992.
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