L'uomo del banco dei pegni

The Pawnbroker

USA - 1964
L'uomo del banco dei pegni
Sopravvissuto allo sterminio della famiglia ed alle persecuzioni dei nazisti subite nei campi di concentramento, Sol Nazerman - un ebreo polacco - vive in America gestendo un banco dei pegni nel quartiere di Harlem. Il banco è di proprietà di un certo Rodriguez, che se ne serve per copertura di un vasto giro d'interessi poco puliti. Completamente distrutto dai dolorosi ricordi, Nazerman vive chiuso in se stesso e dimostra la sua amarezza rifiutando ogni amicizia, reagendo in modo bizzarro alle timide manifestazioni di affetto dei pochi familiari e taglieggiando con freddezza tutti coloro che, spinti dalla necessità, si rivolgono a lui per impegnare qualcosa. Solo Jesus, il commesso portoricano che apprende da lui con fiducia ogni insegnamento sulla professione, sembra fare una leggera breccia nel suo animo indurito dal dolore. Frattanto il vecchio ebreo scopre la vera natura degli interessi di Rodriguez e tenta di reagire in diversi modi, lasciando però perplesso Jesus, che organizza una rapina. Ma quando questa è in pieno svolgimento, il passivo atteggiamento del vecchio sconvolge il giovane che si interpone fra lui ed uno degli amici che sta per uccidere Nazerman.
  • Altri titoli:
    Der Pfandleiher
    Le prêteur sur gages
    El prestamista
  • Durata: 116'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: MOVIELAB (1:1.33)
  • Tratto da: romanzo di Edward Lewis Wallant
  • Produzione: ELY A. LANDAU, ROGER LEWIS E PHILIP LANGNER, HERBERT R. STEINMANN PER LA LANDAU COMPANY, THE PAWNBROKER COMPANY
  • Distribuzione: EURO INTERNATIONAL FILMS - CD VIDEOSUONO
  • Vietato 18

NOTE

- NOMINATION ALL'OSCAR COME MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA A ROD STEIGER.

- ORSO D'ARGENTO COME MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA A ROD STEIGER E MENZIONE D'ONORE DEL PREMIO FIPRESCI A SIDNEY LUMET AL 14MO FESTIVAL DI BERLINO (1964).

CRITICA

"Retto da un dialogo serrato nonché da una recitazione di buona qualità, il lavoro si avvale di una fotografia a volte ricercata ed a volte spietatamente analitica. Le fosche vicende rievocate dai flash-back e la tragica figura del protagonista attorno al quale gravita una galleria troppo disperata di figure parossistiche, rendono il film tragico e amaro." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 61, 1967)
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