L'uomo dei cinque palloni

ITALIA, FRANCIA - 1965
A Milano, il proprietario di una fabbrica di caramelle viene convinto da un pubblicitario a basare una campagna promozionale su dei palloncini gonfiabili. Quando alla vigilia di Natale, il giovane industriale torna a casa, dove l'attende la fidanzata, ossessionato da una domanda: fino a qual punto si può soffiare in un palloncino di gomma senza romperlo? Nonostante il ricorso ad un amico ingegnere, il problema rimane insoluto. Dopo aver litigato con la ragazza, che vorrebbe distrarlo da questo pensiero ossessivo, l'industriale si getta dalla finestra.

CAST

NOTE

- "L'UOMO DEI CINQUE PALLONI", DOPO ESSERE STATO RIFIUTATO DAL PRODUTTORE CARLO PONTI CHE LO RITENEVA POCO COMMERCIALE, FU SFOLTITO ED INSERITO COME EPISODIO NEL FILM ANTOLOGICO "OGGI, DOMANI, DOPODOMANI".

- IN FRANCIA IL FILM E' USCITO NEL 1969 CON IL TITOLO "BREAK-UP", E SOLO NEL 1979 E' STATO DISTRIBUITO IN ITALIA IN ALCUNI CINECLUB.

- ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA DEL 1973 NE E' STATA PROIETTATA UNA VERSIONE CON TRE SCENE AGGIUNTE.

- PRESENTATO ALLA 66. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2009) NELLA SEZIONE "QUESTI FANTASMI 2".

- PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR FILM RESTAURATO ALLA 73. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA (2016).

CRITICA

Critica "...Il penultimo film di Ferreri è divenuto, con una disinvolta potatura, un cortometraggio di 25 minuti, perché giudicato 'impresentabile' dal 'legittimo' proprietario Carlo Ponti. ...Scandaloso inoltre il procedimento per cui, al film così mutilato, siano stati frettolosamente aggiunti due episodi di gusto meno che corrente, barzelletta tradizionale quella di Eduardo, barzelletta intellettuale e sociologica quella di Parise, che Salce ha stiracchiato oltre ogni misura senza evidentemente capirne il significato" (Guido Fink, "Cinema Nuovo", 179, febbraio 1966)

"Si tratta di una commedia umoristica a tre episodi farseschi più che satirici, eterogenei in tutto, salvo che nella volgarità. Alcune trovatine comiche sporadiche non redimono il film dalla sua povertà di concezione". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 59, 1966).
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