L'uomo che sapeva troppo poco

The Man Who Knew Too Little

USA - 1997
L'uomo che sapeva troppo poco
Wallace Ritchie, commesso in America in un negozio di videocassette, arriva a Londra per festeggiare il compleanno del fratello più giovane James, che vive e lavora nella capitale inglese. Ma proprio quella sera James ha un'importante cena di lavoro, chiede a Wallace di tornare più tardi e nel frattempo gli consegna un biglietto per partecipare a "Il teatro della vita", una trasmissione televisiva che coinvolge direttamente gli spettatori e nella quale lui si unirà ad un gruppo di attori che rappresentano dal vivo la gente comune in situazioni drammatiche. Wallace si predispone al gioco, riceve una telefonata, prende nota delle istruzioni e si mette in movimento. La telefonata alla quale ha risposto era però rivolta ad un killer assoldato per rovesciare il governo del Regno Unito e favorire il ritorno della guerra fredda con la Russia. Da qui si innesca una serie di situazioni che confondono la finzione con la realtà, attraverso le quali Wallace passa con assoluto candore...
  • Altri titoli:
    Agent Null Null Nix - Bill Murray in hirnloser Mission
    L'homme qui en savait trop... peu
    El hombre que no sabía nada
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: COMICO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, 35 MM (1:1.85) - TECHNICOLOR
  • Tratto da: romanzo "Watch That Man" di Robert Farrar
  • Produzione: POLAR PRODUCTIONS, TAURUS FILMS
  • Distribuzione: WARNER BROS ITALIA (1998) - WARNER HOME VIDEO.

NOTE

- REVISIONE MINISTERO GIUGNO 1998.

CRITICA

"Si tratta, con tutta evidenza, di un film-parodia, costruito sul crearsi di un equivoco di partenza, dal quale si dipanano innumerevoli equivoci di contorno come in un gioco di scatole cinesi o, meglio, di bamboline matrioska una dentro l'altra, che passano nel finale della vicenda di mano in mano. Il titolo (che traduce letteralmente quello originale) volta in burla quello de "L'uomo che sapeva troppo" di Alfred Hitchcock, con un totale ribaltamento del ruolo del protagonista. Prendendo in giro un po' il genere spionaggio alla James Bond, un po' quello dell'ispettore Clouseau, il film riesce a conservare una originalità di fondo, a mantenere toni vivaci e divertenti, a farsi seguire piacevolmente." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 126, 1998)
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