L'uomo che non sapeva amare

The carpetbaggers

USA - 1964
L'uomo che non sapeva amare
Morto il padre con il quale era in dissidio, Jonas ne continua brillantemente l'attività industriale, accentrando il potere nelle sue mani ed esautorando dagli affari la matrigna, Rina, e un fedele amico di famiglia, Nevada Smith. All'apice della potenza e della ricchezza, Jonas sposa Monica, ma subito la trascura, assorbito com'è dalle sue molteplici attività. Nevada, intanto, divenuto un celebre attore del cinema muto, sposa Rina. L'avvento del sonoro compromette la sua carriera, ma Jonas lo aiuta facendo di Rina un'attrice acclamata. Questa nuova attività cinematografica provoca la definitiva rottura del già infelice matrimonio di Jonas con Monica, nonostante la nascita di una bambina. Il successo è fatale per Rina. La donna perisce in un incidente d'auto e Jonas è pronto a sostituirla con Jennie, una ragazza di facili costumi, che egli intende sposare per la sicurezza che non potrà mai avere figli da lei. Quest'ennesima dimostrazione dell'aridità sentimentale di Jonas, spinge Jennie a fuggire e Nevada a porre Johas di fronte alla realtà. In verità il suo esasperato cinismo non ha ragione d'essere poichè la pazzia ereditaria di cui Jonas teme d'essere vittima e tramite, non l'ha intaccato. La rivelazione induce Jonas ad un esame di coscienza che lo condurrà nuovamente al fianco di Monica e della figlioletta ch'egli s'era sempre rifiutato di conoscere.
  • Durata: 130'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION (1: 2.20) TECHNICOLOR
  • Tratto da: romanzo di Harold Robbins
  • Produzione: JOSEPH E. LEVINE PER EMBASSY PICTURES CORPORATION E PARAMOUNT PICTURES
  • Distribuzione: PARAMOUNT
  • Vietato 14

NOTE

- IL FILM E' STATO CAMPIONE D'INCASSI NEGLI STATI UNITI NEL 1964.

CRITICA

"La convenzionalità della vicenda, ricca di risvolti sentimentali, drammatici, spettacolari, folta di personaggi ciascuno di quali ha una sua storia ed un suo dramma, è realizzata con grande impegno, particolarmente attento alla ricostruzione di un ambiente e di un clima. La pletorica abbondanza di motivi marginali ed episodici rallenta notevolmente il ritmo della narrazione, comunque sostenuta da un'interpretazione di buon livello." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 57, 1965)

"Pachidermico e melenso fumettone dal gusto kitsch e dall'intreccio melò, tratto da un romanzaccio di Harold Robbins, a sua volta ispirato alla vita del chiacchierato miliardario Howard Hughues. George Peppard fa il bel damerino dal ciglio semiumido, la platinata Carroll Baker versione Jean Harlow è più ridicola che attraente. Per il caro Alan Ladd è l'addio. Allo schermo e alla vita". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 19 giugno 2002)
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