L'uomo che non c'era

The Man Who Wasn't There

USA - 2001
Nell'estate del 1949 in una piccola città della California del Nord, Ed Crane, un barbiere assai scontento della propria vita, spera di poterla cambiare quando, scoperto il tradimento della moglie, decide di ricattare l'amante. Nonostante la sua mancanza di scrupoli, però, le cose andranno in maniera diversa perchè l'amante di sua moglie viene trovato ucciso.

CAST

NOTE

- PREMIO DELLA GIURIA (EX-AEQUO CON "MULHOLLAND DRIVE" DI DAVID LYNCH) AL FESTIVAL DI CANNES 2001.

- DAVID DI DONATELLO 2002 COME MIGLIOR FILM STRANIERO.

CRITICA

"I luoghi degradati, la vita misera e il senso di fatalismo che caratterizzavano il vecchio noir americano sono colti benissimo: la fotografia di Rober Deakins (ispirata ai ritratti di Richard Avedon), soprattutto nel ritrarre volti che si direbbero davvero ripresi dal passato, è perfetta. Invece il film, pur molto godibile, non lo è. Intanto perché ha troppo l'aspetto di un ricalco, di una copia d'epoca: come andava di moda ai tempi di Peter Bogdanovich, ma più difficile da accettare per lo spettatore odierno. Poi per il senso di indecisione che sembra avere preso i Cohen nell'ultima parte, spingendoli a diluirla in tre o quattro finali diversi". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 14 maggio 2001)

"Maestri del riuso di materiali cinematografici e letterari fuori tempo, dai romanzi di Nathanael West a canzoni, fumetti e film hollywoodiani, i Coen hanno fatto con 'L'uomo che non c'era' uno dei loro film più mimetici e insieme più straordinariamente autonomi. Calco dei noir più arditi, 'L'uomo che non c'era' appartiene però al filone del saggio più che a quello del divertimento. L'intrigo giallo è perfetto, i suoi risvolti e le sue deviazioni sorprendenti, il bianco e nero magistrali, gli attori formidabili; e tuttavia non ci si diverte come ci si aspetterebbe, tanta è la serietà con cui i Coen affrontano la loro materia, cioè l'intimo e il nascosto". (Goffredo Fofi, 'Panorama', 20 dicembre 2001)

"E' un grande film interpretato con bravura da Billy Bob Thornton, Frances Mc Dormand e James Gandolfini. Bellissimo copione, fotografato in maniera magistrale, ambientazioni a Santa Clara, villaggio del Nord Californiano. Critica alle stelle negli Usa e in Francia. Un'opera d'autore, ma anche molto coinvolgente e da inserire nella storia del cinema". (Giovanna Grassi, 'Il Corriere della Sera', 7 dicembre 2001)

"Film perfetto: senso dell'umorismo, gusto rétro, attori inarrivabili, un raffinato intreccio di citazioni, una scoraggiata moralità, un gran divertimento". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 30 novembre 2001)

"C'era una volta in noir in America. Con la borsa degli attrezzi di 'Barton Fink' (il mistero) e l'elenco telefonico degli archetipi della società americana (dedicato ai cinefili), i fratelli Coen ricominciano dal gangster. (...) In bianco e nero, popolato da figure minori e digressioni avvilenti, è un gioco sulla memoria del cinema, ma anche un 'vissuto' del cinema, quello dei fratelli Coen e del pubblico che li seguirà in questa discreta e divertente reminiscenza del sottosuolo della Grande Nazione". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 30 novembre 2001)
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