L'uomo che fissa le capre

The Men Who Stare at Goats

GRAN BRETAGNA, USA - 2009
3/5
L'uomo che fissa le capre
Dopo il fallimento del suo matrimonio, il reporter Bob Wilton decide di dare prova del suo coraggio e di partire per l'Iraq. Una volta in Medio Oriente, Bob entra con Lyn Cassidy e la New Earth Army, una segreta compagine speciale dell'esercito militare che viene addestrata per sconfiggere i nemici usando singolari poteri paranormali. Poiché il fondatore, Bill Django, è scomparso, Bob viene coinvolto da Lyn nella ricerca, ma presto scopriranno che esiste un nemico di cui non avevano tenuto conto...
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: romanzo "Capre di Guerra" di Jon Ronson (ed. Arcana)
  • Produzione: GEORGE CLOONEY, GRANT HESLOV E PAUL LISTER PER SMOKE HOUSE, MANDATE PICTURES, BBC FILMS
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 6 Novembre 2009

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Il giornalista Bob Wilton (Ewan McGregor), appena mollato dalla moglie, parte all'avventura professionale destinazione Iraq: qui s'imbatte nell'ombroso Lyn Cassidy (George Clooney), che afferma di appartenere a un'unità militare sperimentale degli Stati Uniti: il New Earth Army, legione di "monaci guerrieri" con poteri psichici incomparabili - ovvero capaci di leggere i pensieri del nemico, passare attraverso le pareti e uccidere una capra semplicemente fissandola - già addestrati da Bill Django, soldato hippie col volto e il codino di Jeff Bridges, ora scomparso. Lo ritroveranno? Per l'esordio alla regia, Grant Heslov, già sceneggiatore per Clooney in Good Night, and Good Luck, riabbraccia George e lo mette in coppia con McGregor inL'uomo che fissa le capre: ma le due star, e pure Kevin Spacey, rimangono sotto il "redivivo" Jeff Bridges, che nella divisa d'ordinanza freak se li beve tutti e tre in poche pose, ad alto voltaggio humour. Humour che serve a Heslov per tornare, dopo il maccartismo chez Clooney, a parlare di Storia, seppur in modo più disteso: l'addiction bellica degli Usa più che il conflitto in Iraq, la burocrazia più che la guerra al terrore, la deficienza del sistema stelle & strisce piuttosto che i crimini in giro per il mondo perpetrati dalla superpotenza. Tutto questo in formato commedia, sempre umoristica, a tratti demenziale, per dare al popolo Usa una lezione "pacifica" più che pacifista tra battute e gag in stile slapstick. Fin qui tutto bene, ma i flashback del training "marziale" a Fort Bragg (dove Bridges spadroneggia) sono di gran lunga più divertenti e serrati che non l'odissea nel deserto di Clooney e McGregor (duo carente di alchimia), in cui la noia serpeggia tra le dune e la verve manca almeno come l'acqua. E lo spettatore rischia di ritrovarsi come le capre: muto, ovvero senza risate. Per fortuna, prima c'è stato Bridges, e può bastare.

NOTE

- FUORI CONCORSO ALLA 66MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2009).

CRITICA

"Abbiamo apprezzato il 'Mash' della guerra in Iraq, una parodia affettuosa di 'Guerre Stellari', un serissimo film contro la cultura bellica del Pentagono, e gli orrori delle pratiche «alla Negroponte» a Baghdad, il tutto nell'esilarante commedia-verità 'The Men who stare at goats' di Grant Heslov. Sembra fantascienza invece è realtà." (Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 09 settembre 2009)

"Torniamo alle cose serie: si possono dire anche scherzando, come appunto fa 'The Men Who Stare at Goats'. Suoi archetipi, classici come 'Mash' di Robert Altman, 'Comma 22' e 'La guerra di Charlie Wilson' di Mike Nichols, 'Hair' di Milos Forman... Simile per corrosività, ma non per taglio, era anche 'Three Kings' di David Russell,(...) 'The Men' non è dunque fantapolitica: è storia. La parte romanzata sviluppa quella reale." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 09 settembre 2009)

"La coppia di attori nella prima parte del film di Grant Heslov, tratto dal libro 'Capre di guerra' di Jon Konson, è semplicemente perfetta, integrata, nelle parti salienti, da Jeff Bridges, nei panni del fondatore del nuovo esercito non violento, e Kevin Spacey, che è il rivale di Clooney. Immaginate di vedere il 'Grande Lebowsky' che arruola un esercito che combatte con fiori, Lsd nei viveri ed esercizi spirituali il grande nemico iracheno. Questo è 'The Men Who Sture at Goats'. Ci sono generali che provano a passare attraverso i muri, veggenti utilizzati per missioni impossibili, come i rapimenti delle Br in Italia, Jedi che possono uccidere un criceto o una capra guardandoli, con intensità negli occhi." (Luca Mastrantonio, 'Il Riformista', 09 settembre 2009)

"Un messaggio che il film americano 'The Men Who Stare at Goats' di Grant Heslov fa passare attraverso la forza della satira e di un dialogo scoppiettante, raccontando gli improbabili tentativi dell' esercito americano di istituire un reparto specializzato in guerra parapsicologica. Lo scopre a proprie spese un giornalista per niente avventuroso (Ewan McGregor), quando incontra uno strano soldato-veggente (George Clooney) durante l' ultima guerra in Iraq e finisce prima rapito dagli arabi e poi salvato da una capra." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 09 settembre 2009)

"'The Men who Stare at Goats' è una commedia satirica sull'esercito che vorrebbe unire 'M.A.S.H.' e 'Comma 22', ma funziona solo in parte. E' divertente, ma lascia un po' appesi, come una barzelletta con il finale sbagliato. Regista e attori ne hanno parlato in modo scherzoso, forse troppo. Clooney ha concluso che il messaggio del film è 'drogatevi il più possibile' e che Obama potrebbe assumere qualche Jedi alla Casa Bianca. Di che ne pensa la Canalis non è dato sapere." (Alberto Crespi, 'L'Unità', '9 settembre 2009)

"Commedia brillante e nera, il film di Heslov invece come libero e divertente nel paradosso di una segreta legione di "monaci guerrieri" dell'esercito americano con poteri mentali che, capeggiata da un militare hippie, era destinata a rivoluzionare il sistema di guerra. Chi piega forchette col pensiero, chi uccide con un colpo di dita. Clooney ferma il cuore di una capra ipnotizzandola. Finale con un generale sballo di Lsd al campo, dove i soldati si scambiano fiori. Colpisce come tutto scorre sull'energia degli attori che per trent'anni ci hanno raccontato, da 'MA.S.H' a 'Three Kings', l'attitudine alla guerra e l'epopea militare americane." (Silvio Danese, 'Quotidiano Nazionale', 09 settembre 2009)
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