L'ultimo spettacolo

The Last Picture Show

USA - 1971
L'ultimo spettacolo
Anarene, Texas, 1951. Il giovane Sonny è costantemente accanto a Billy, un ritardato mentale, ma è anche amico del coetaneo Duane ed esce con qualche ragazza. Soprattutto subisce il fascino del vecchio Sam. Nel paesetto regna la noia che fa da sfondo ai fremiti sessuali dei giovani, alle frustrazioni delle persone di mezza età, alle nostalgie dei vecchi. Sonny diviene, per un certo periodo, l'amante della quarantenne Ruth, trascurata dal marito. Duane crede di aver conquistata la bella Jacy che lo tradisce invece con un altro e che, poi, mentre lui è assente, fugge con Sonny e lo sposa. I due vengono raggiunti e separati dai ricchi genitori della ragazza, i quali mandano Jacy a Dallas, dove dovrebbe intrappolare, secondo gli insegnamenti della madre e con le arti muliebri sperimentate sugli sfortunati compaesani, qualche uomo danaroso. Sam muore lasciando la sua sala da biliardo in eredità a Sonny. Billy finisce sotto un autocarro. Lois (la madre di Jacy) e un'altra donna del paese dimostrano una certa comprensione per Sonny il quale, terrorizzato dal vuoto, addolorato per la partenza di Duane per la Corea, distrutto dalla morte di Billy, torna da Ruth.
  • Altri titoli:
    La última película
    Die letzte Vorstellung
    La dernière séance
  • Durata: 118'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: (1:1.85)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Larry McMurtry
  • Produzione: BBS PRODUCTIONS, COLUMBIA PICTURES CORPORATION
  • Distribuzione: CEIAD (1973), CEIAD (1979) - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO
  • Riedizione 1979
  • Vietato 14

NOTE

- OSCAR 1972 PER MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (BEN JOHNSON) E MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA (CLORIS LEACHMAN). ANCHE JEFF BRIDGES ED ELLEN BURSTYN ERANO STATI CANDIDATI NELLA STESSA CATEGORIA. IL FILM HA RICEVUTO ALTRE 4 NOMINATION: MIGLIOR FILM, REGIA, SCENEGGIATURA NON ORIGINALE E FOTOGRAFIA.

CRITICA

"La precisione nella ricostruzione di climi e di ambienti, la veridicità nella evocazione di figure e della collettività sono i valori formali di questo film in cui fotografia, interpretazione, colonna sonora e scenografia accademizano. I fatti esposti sono credibili ma la loro rappresentazione è malsana, disperata, priva di afflato. Illusioni tramontate, amori di collegio, errori adolescenziali, partenze per la guerra, figure di idioti e spose frustrate sono accostati con sguardo impietoso e senza generosità o calore. Questo modo di proporre il 'banale' è in fondo ancor più demoralizzante delle numerose scene licenziose dai molti particolari lubrici ed è, forse, più deleterio dell'equivoco tono nostalgico che pervade questa specie di meditazione sulle 'miserie umane' di un recente passato." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 76, 1974)
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