L'ultimo guappo

ITALIA - 1978
L'ultimo guappo
Quando Don Pasquale Roncilio, dopo un periodo di assenza, si presenta accampando diritti per una spartizione di interessi, il capo riconosciuto della guapperia, Don Francesco Aliprandi, reagisce insultandolo. Don Pasquale lo sfida a duello ma Don Francesco non si presenta per un voto fatto alla Madonna in occasione di un incidente stradale capitato a suo figlio Roberto, lasciando campo libero all'avversario. Alcuni anni dopo, Francesco festeggia, dopo aver lavorato duramente, il diploma in contabilità di suo figlio Roberto. Ma il ragazzo, innamorato di Ninfarosa, un'attricetta, senza chiedere consiglio al padre, si fa assumere come contabile da Don Pasquale che gli offre un ottimo stipendio, senza sapere di avere in mano la contabilità di affari illeciti. Quando però Robert scopre che Ninfarosa è l'amante del suo datore di lavoro, si presenta al Roncilio minacciandolo di spiattellare tutto quello che sa alla polizia. Don Pasquale incarica Salvatore, il suo assistente, di condurre in alto mare Roberto e di ucciderlo. Don Francesco viene avvisato da Ninfarosa del pericolo che corre il figlio, ma arriva in tempo soltanto per raccogliere il suo cadavere che porta nella trattoria dove Don Pasquale e i suoi uomini stanno mangiando. Nella sparatoria che segue Francesco uccide il rivale e il suo luogotenente; ma, ferito a sua volta e braccato dalla polizia, deve fuggire a bordo di una nave greca.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, SCENEGGIATA NAPOLETANA
  • Specifiche tecniche: VISTAVISION
  • Produzione: RICCARDO BILLI E GIOELE CENTANNI PER THE HUNDRED YEARS CORPORATION
  • Distribuzione: HERITAGE STAR - GOLDEN VIDEO
  • Vietato 14

CRITICA

"Strettamente legato alla canzone napoletana nostalgica e sentimentale, il film è un melodramma basato soprattutto sul rapporto viscerale tra il romantico guappo d'altri tempi e suo figlio. Il popolare tema partenopeo non manca di contraddizioni etiche, come il ricorso al voto per ottenere la guarigione miracolosa del figlio e il ritorno alla pistola per vendicarne l'assassinio; non manca di dignità umana poiché il suo obiettivo evidente è quello di esaltare le cose semplici e i sentimenti eterni che dovrebbero regnare nella famiglia. Più secondario, ma a sua volta positivo e visibile, è il tema che contrappone la vecchia 'guapperia' (con un suo codice morale) e la nuova (cinica e assassina, pronta a offrire la droga sterminatrice alla gioventù pur di ricavarne interesse)." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 86, 1979)
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