L'ultimo Capodanno

ITALIA - 1998
L'ultimo Capodanno
A Roma, al numero civico 1043 della via Cassia, c'è il complesso residenziale "Le isole", formato da due moderne palazzine. E' la notte dell'ultimo dell'anno e gli abitanti del comprensorio si preparano a festeggiare S.Silvestro in vari modi. In un appartamento, Giulia si sta preparando perché ha invitato a cena alcuni amici. E' un po' tesa e nervosa, perché un amico al telefono voleva invitarla per la sera, poi, quando tutti sono a tavola, scopre che suo marito Enzo ha una relazione con Lisa, una invitata. Giulia medita allora di uccidere il marito. In un altro appartamento, la signora Gina sta preparando il cenone, e vorrebbe avere presente anche il figlio Cristiano, che però è chiuso in camera con un amico con cui sta pensando come passare la notte. C'è poi la contessa Sinibaldi, che organizza una grande festa, alla quale si presenta Gaetano, giovane galante, che però suo malgrado si vede raggiunto da un amico alla testa di un gruppo di esagitati tifosi. Gaetano resta poi vittima dell'opera di seduzione della anziana contessa. Nel suo studio l'avvocato Rinaldi è rimasto solo. Facendo credere alla famiglia a Cortina di avere lavoro urgente da sbrigare, riceve una prostituta che, dietro lauto compenso, soddisfa tutte le sue strane voglie erotiche. In un altro appartamento, la famiglia Trodini si appresta a festeggiare. Il padre Vittorio, appassionato d'auto d'epoca, ne ha appena comprata una cui tiene molto, e quando la vede distrutta per colpa degli inquilini di fronte, la vendetta parte inesorabile. Nell'appartamento Belpedio, Filomena è sola e si appresta a passare piangendo la notte. Ci sono poi tre ladruncoli, che cercano di approfittare del trambusto e di altri appartamenti vuoti per fare qualche furto. E c'è infine lo stanzone della caldaia, dove scendono il figlio di Gina e l'amico. Qui, dopo avere fatto strane conoscenze, alterano il funzionamento del riscaldamento. La caldaia scoppia e tutto il complesso residenziale esplode. Da lontano un enorme fungo si alza verso il cielo.
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: GROTTESCO
  • Tratto da: racconto "L'ultimo capodanno dell'umanità" dal libro "Fango" di Niccolò Ammaniti
  • Produzione: MARCO RISI E MAURIZIO TEDESCO PER SORPASSO FILM, ISTITUTO LUCE, IN ASSOCIAZIONE CON CINECITTA', RAI CINEMAFICTION
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO; DVD: MINERVA PICTURES (2014)

NOTE

- FILM REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO-DIPARTIMENTO DELLO SPETTACOLO.

- CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 1998 PER: MIGLIOR PRODUTTORE E SCENOGRAFO.

CRITICA

"Un film italiano, finalmente fuori dagli opposti cretinismi d'impegno e d'evasione, ne estrae il grottesco naturale, ne tira l'allegria feroce e ne fa sgorgare fiotti di pulsioni nichiliste sino all'inevitabile apocalisse 'splatter'. Ovvero il colpo di reni di un regista, Marco Risi, titolare di una filmografia un po' strattonata dalle mode, che s'impone per il colpo d'occhio compositivo, il gusto cattivista, la spigliatezza narrativa e, soprattutto, il mirabile controllo di una pletora di attori. (...) il film procede per flash concentrici, ritaglia le figure nei loro record di squallore, spreme sarcasmo da ogni poro dell'inquadratura e alla fine accende tutte le luci di un vero luna park di orrori. (...) decisamente divertente nel mantenere tipi e tipacci tra caricatura e irrealtà, ma la macchina da presa collabora incrociando i piani e i tempi, sovrapponendo entrate e uscite e perlustrando con sogghignante precisione gli spazi sul filo di una suspense tutta 'reinventata'. (...) Risi non 'cita' con voluttà cinefila bensì ricostruisce la scheletrica pagina di Ammanniti con buona risolutezza figurativa e l'inclinazione personale a ad un certo scetticismo distaccato (...)." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 11 marzo 1998)

"Commedia grottesca, spesso sopra le righe, riflesso dello stato di stordimento della società attuale di fine secolo e millennio, il film si svolge tutto all'interno di un complesso residenziale pulito e ordinato, un microcosmo che diventa luogo dove esplodono tutte le contraddizioni più ampie e forti sul piano umano e sociale. A poco a poco si delinea un affresco sulle virtù conculcate dalla droga massmediale (la televisione) e sui vizi estremizzati: affresco sicuramente aspro, spigoloso, pungente, concepito come un crescendo, dove la cattiveria serpeggia per poi venire decisamente alla luce. Ma non c'è compiacimento, non c'è soddisfazione, non c'è divertimento in ciò che viene mostrato. Se si ride, si ride amaro su questi mostri del Duemila che diventano cattivi quasi controvoglia e vorrebbero essere migliori ma nessuno li aiuta a far emergere il buono che hanno." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 125, 1998)
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