L'ULTIMO AVVENTURIERO

THE ADVENTURERS

USA - 1970
Nel Corteguay, una piccola repubblica del Sudamerica, i rivoluzionari, guidati da El Rojo, El Condor e Jaime Xenos, conquistano il potere promettendo al popolo libertà e giustizia. Il giovane Dax Xenos, che ha visto sua madre uccisa dai soldati del colonnello Gutierrez, feroce braccio del destro del dittatore spodestato, segue suo padre a Roma, dove è stato nominato ambasciatore. Colpevole di essersi incontrato, durante un breve ritorno in patria, con El Condor, sceso in campo contro El Rojo diventato, dopo alcuni anni, un nuovo despota, Jaime Xenos viene assassinato. Raggiunto il Corteguay, per partecipare ai funerali del padre, che egli crede vittima di una disgrazia, Dax si presta, in buona fede, a far cadere El Condor e i suoi guerriglieri in una trappola tesagli da El Rojo. Dopo avere ucciso Gutierrez per vendicare la morte della madre, Dax torna a Roma dove riprende la solita, cinica vita, finché, conosciuta una ricchissima ragazza, Sue Ann, la sposa, per poi abbandonarla quando scopre che la donna non è più in grado di dargli un figlio. Fallito questo e successivi matrimoni, Dax decide finalmente di far qualcosa per il suo paese, procurandogli un prestito. Accortosi però che i fondi ottenuti sono stati distolti per l'acquisto di armi, raggiunge il Corteguay e si unisce alle forze di un nuovo capo rivoluzionario, El Lobo. Morto El Rojo, che gli ha confessato l'assassinio di Jaime, e diventato El Lobo nuovo capo dello Stato, Dax viene ucciso dal figlio di El Condor, che lo aveva sempre ritenuto colpevole della morte del padre.
  • Durata: 164'
  • Colore: C
  • Genere: AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, TECHNICOLOR
  • Tratto da: ROMANZO OMONIMO DI HAROLD ROBBINS
  • Produzione: LEWIS GILBERT PER AVCO EMBASSY PICTURES, PARAMOUNT PICTURES
  • Distribuzione: PARAMOUNT
  • Vietato 14

NOTE

- LO SCENOGRAFO ANTHONY MASTERS E' ACCREDITATO COME TONY MASTERS.

CRITICA

"Realizzato con discreto mestiere, il film mira unicamente allo spettacolo fine a se stesso proponendo a ritmo incessante colpi di scena, violenze, parentesi sentimentali, battaglie, stupri e sfilate di moda, senza che mai l'ingiustizia sociale e l'oppressione, che pur fanno da sfondo all'interminabile vicenda, si traducano in un discorso umanamente interessante." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 70, 1971)
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