L'ultima volta che vidi Parigi

The Last Time I Saw Paris

USA - 1954
Nei giorni della liberazione di Parigi, il tenente americano Charles Wills ha l'occasione di conoscere Elena, figlia di persone benestanti, che vivono con larhezza di mezzi. Elena, ragazza di temperamento allegro, amante dei divertimenti, s'innamora di lui ed lui la sposa. Dalla loro unione nasce una bambina, Vicki, che i genitori amano teneramente. Ma la vita coniugale, cominciata sotto i migliori auspici, ben presto si fa difficile. Charles, che è uno scrittore, vede deluse le sue speranze di successo: egli ottiene un posto, ma lo stipendio non basta per condurre quella vita signorile cui sono abituati. Charles è avvilito ed Elena, che si sente trascurata dal marito, subisce il fascino di un mediocre campione di tennis e si dichiara disposta al divorzio, ma il giovanotto non ne vuol sapere. Da parte sua, Charles s'è messo a corteggiare una miliardaria americana. Elena, respinta dal tennista, torna a casa nel cuor della notte; ma non può entrare, perché il marito, che s'è ubriacato, non sente i suoi richiami. Elena chiede ospitalità alla sorella Marion, ma in seguito al disagio sofferto s'ammala e muore. Prima di morire si riconcilia col marito: i due coniugi si confermano reciprocamente il loro amore. Charles ritorna in America, mentre Marion, la sorella di Elena, che non può perdonargli d'averle preferito la sorella, gli sottrae con un pretesto la figlia Vicki. Dopo due anni Charles ritorna a Parigi per riprendersi la bambina: in America ha potuto affermarsi come scrittore e ha ritrovato il suo equilibrio. Marion tenta ancora di contendergli Vicki, ma alla fine deve cedere.
  • Durata: 116'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: TECHNICOLOR METROSCOPE
  • Tratto da: liberamente ispirato al racconto di F. Scott Fitzgerald "Babylon Revisited".
  • Produzione: JACK CUMMINGS PER METRO-GOLDWYN-MAYER (MGM)
  • Distribuzione: METRO-GOLDWYN-MAYER (MGM)

CRITICA

"Si tratta di una vicenda convenzionale, ma costruita con abilità e con corretto mestiere. Il film contiene tutti gli elementi atti a destare l'interesse e a provocare la commozione delle platee; ma l'artificio è un po' troppo scoperto e la vicenda è un po' troppo prolissa. Gli attori appaiono alquanto manierati, discreta la regia; buono il colore." ('Segnalazioni Cinematografiche', vol. 38, 1955)
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