L'ultima Salomè

Salome's Last Dance

GRAN BRETAGNA - 1988
L'ultima Salomè
Data la vita scandalosa condotta da Oscar Wilde nella Londra vittoriana, viene impedita dalle Autorità la pubblica rappresentazione di Salomè. Ma il 5 novembre 1892 Alfred Taylor - proprietario di un lussuoso bordello - mette in scena il dramma per il solo Wilde che gli è amico, affidandone i ruoli a Lady Alice - grande attrice dell'epoca - ed a se stesso (farà Erode), oltre che ad anonimi di sua scelta. Il personaggio della lasciva Salomè, figlia di Erodiade, è ricoperto da una servetta della "casa". Sul piccolo palcoscenico, allestito in un vasto salone, recitano Erode il lussurioso, innamorato pazzo di Salomè, sua moglie Erodiade, Giovanni Battista, un giovane personaggio preso d'amore per la giovinetta ed un efebo, a suo volta innamorato di costui. Cedendo infine alle insistenze di Erode, Salomè danzerà per il Re, pronto ad offrirle ricchezze e metà del regno, ma lei vuole come ricompensa solo la testa del Battista, colpevole di aver rifiutato i suoi baci appassionati. Finita la tragedia con il capo di Giovanni esibito davanti a tutti gli astanti su di un vassoio d'argento, l'ospite Oscar Wilde, nel frattempo consolatore dell'efebo tutto coperto di porporina come un oggetto prezioso, esprime i suoi ambigui sentimenti a Bosey (un omosessuale che per la recita ha prestato a Giovanni il volto e la voce minacciosa). Con l'irruzione della polizia nel bordello si chiude lo spettacolo, per il quale vengono arrestati lo scrittore ed Alfred Taylor, regista ed interprete principale.
  • Durata: 87'
  • Colore: C
  • Genere: GROTTESCO
  • Specifiche tecniche: NORMALE A COLORI
  • Tratto da: Basato sul testo di Oscar Wilde
  • Produzione: PENNY CORKE
  • Distribuzione: CECCHI GORI CLASSIC (1989) - VIVIVIDEO, PANARECORD
  • Vietato 14

CRITICA

"Sulla scia di Carmelo Bene, Russell dissemina nel film aguzzi aforismi wildiani, scherzi e scherzacci; Erodiade (Glenda Jackson) è vestita come la regina cattiva di Biancaneve, anche se è un costume di Lady Macbeth; Salomè (una canagliesca, irridente Imogen Millais-Scott) lambisce un lecca-lecca, sbuccia torbidamente una banana; tre nani ebrei si fanno violentare da robuste soldatesse; si fumano una sigaretta col bocchino e in scena, oltre a un grammofono a tromba, c'è un fotografo col flash (lo stesso Russell) che fissa i momenti culminanti. Purtroppo però 'L'ultima Salomè' è uno di quei film che ci si diverte di più a raccontarli che a vederli. Il gioco delle trasgressioni gira a vuoto; c'è stanchezza nell'esercizio di contaminazione tra realtà e finzione, cinema e teatro; il fuoco d'artificio della ridondanza visionaria e del kitsch delirante ha le polveri bagnate. Nonostante tutto, è un film che mette malinconia." (Morando Morandini, 'Attualità Cinematografiche')
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