L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo

Trumbo

USA - 2015
3,5/5
L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo
Negli anni Quaranta, Dalton Trumbo è uno tra gli sceneggiatori più pagati al mondo e scrive i testi di pellicole classiche di Hollywood come "Kitty Foyle-Ragazza innamorata", candidato agli Academy Award e "Missione Segreta". Presenza fissa nella scena sociale hollywoodiana, schierato con i sindacati e attivo politicamente per il riconoscimento dei diritti civili e della parità di retribuzione, Trumbo, insieme ai suoi colleghi, è chiamato a testimoniare di fronte al Comitato per le Attività Antiamericane (HUAC - House Un-American Activities Committee) nell'ambito dell'ampia indagine sulle attività comuniste negli Stati Uniti. Trumbo si rifiuta di rispondere alle domande della Commissione: per questo motivo riceve una condanna con arresto in una prigione federale che gli causa, tra le altre cose, anche l'ostilità della potente giornalista anti comunista Hedda Hopper. Nei successivi tredici anni, tutte le più importanti produzioni di Hollywood si rifiutano di far lavorare Trumbo, per paura d'essere associate alle sue opinioni politiche, percepite come estremiste. Costretto a vendere la sua casa ed emarginato da amici, colleghi e vicini, Trumbo fatica per mantenere la sua famiglia, scrivendo per lo più film a basso costo, sotto falso nome. Nonostante le difficoltà, non smette mai di combattere per quello in cui crede. Alla fine Trumbo otterrà la vittoria, quando la star Kirk Douglas e il regista Otto Preminger inseriscono il vero nome dello sceneggiatore sui loro rispettivi successi di botteghino, "Spartacus" ed "Exodus", chiudendo così di fatto il periodo delle liste nere.
  • Durata: 124'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, DRAMMATICO
  • Tratto da: biografia "Dalton Trumbo" di Bruce Cook
  • Produzione: MICHAEL LONDON, JANICE WILLIAMS, SHIVANI RAWAT, MONICA LEVINSON, NIMITT MANKAD, JOHN MCNAMARA, KEVIN KELLY BROWN PER GROUNDSWELL PRODUCTIONS, INIMITABLE PICTURES, SHIVHANS PICTURES
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES (2016)
  • Data uscita 11 Febbraio 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
"Le direi che è un segreto di cui non deve più farsi carico. Che ci hanno reso il nostro nome". Partiamo dalla fine, dai titoli di coda del film di Jay Roach, che ripropongono una vera intervista a Dalton Trumbo, in cui il grande scrittore e sceneggiatore - ormai reintrodotto "ufficialmente" nell'ambiente - parla della figlia più piccola, che aveva tre anni quando, nel 1950, venne condannato a 11 mesi di prigione e, una volta uscito di galera, per i successivi dieci anni ha dovuto mantenere il più stretto riserbo sull'attività del padre, costretto a scrivere sotto falso nome innumerevoli script per continuare a mantenere la famiglia.

Il senso profondo dell'opera è tutto lì: Jay Roach, accantonate le fortunate e demenziali saghe di Austin Powers e i vari Ti presento i miei, cambia registro e si dedica ad uno dei periodi più bui del secolo scorso a stelle e strisce, quello del maccartismo. Caccia alle streghe che a Hollywood trovò il suo terreno più fertile, e che in particolare ebbe il suo climax con il cosiddetto gruppo degli Hollywood Ten, composto dal regista Edward Dmytryk e nove sceneggiatori, compreso Dalton Trumbo, rei di non aver collaborato con la Commissione per attività anti-americane.
Il film di Roach si concentra sul ventennio 1950-1970 (il film termina un anno prima che Trumbo dirigesse il suo primo lungometraggio, E Johnny prese il fucile, tratto dal suo omonimo romanzo che nel 1939 ottenne il National Book Award) e segue da vicino, naturalmente, la vicenda del personaggio principale, interpretato da Bryan Cranston, candidato all'Oscar.

Tra gli sceneggiatori più in voga e più pagati negli anni '40, Trumbo - sposato con Cleo (Diane Lane) e padre di tre figli - è un comunista convinto e si schiera a favore delle proteste sindacali all'interno degli studios. Ma la campagna contro i "traditori" dello stato è caldeggiata fortemente anche dall'interno di Hollywood, la cui portabandiera è l'editorialista ex attrice Hedda Hopper (Helen Mirren) spalleggiata da John Wayne (David James Elliott), quest'ultimo a capo dell’Alleanza cinematografica per la tutela degli ideali americani.
Basterà rifiutarsi di rispondere alle domande della Commissione (di fatto, contestando il diritto della stessa ad indagare sulle opinioni personali e politiche delle persone), a differenza di quanto fecero altri colleghi come l'attore Edward G. Robinson (Michael Stuhlbarg), per finire in prigione: tornato in libertà dopo 11 mesi, Trumbo viene emarginato. Ma non per questo smette di lavorare: per più di un decennio firma sotto falso nome innumerevoli sceneggiature per i fratelli King, produttori di B-Movies. Neanche la gioia di poter ritirare due premi Oscar (nel 1954 per Vacanze romane, sceneggiatura attribuita al collega e amico Ian McLellan Hunter, e nel 1957 per La più grande corrida, firmata con lo pseudonimo di Robert Rich): Trumbo si riapproprierà del suo nome solamente nel 1960, quando Kirk Douglas e Otto Preminger renderanno pubblico il suo coinvolgimento per gli script di Spartacus e Exodus.

A differenza di altri film in argomento (vedi Il prestanome di Martin Ritt o Indiziato di reato di Irvin Winkler), questo di Roach racconta oltre ai fatti anche di personaggi realmente esistiti (e non semplicemente ispirati a), restituendo - proprio come spiega Trumbo in quell'intervista - il nome a chi, ingiustamente perseguito, ne venne privato. Forte di un'interpretazione d'insieme maiuscola e di una ricostruzione convincente, il film - basato sulla biografia Dalton Trumbo scritta da Bruce Cook nel 1977 (ora in Italia con Rizzoli) e sulle testimonianze delle due figlie di Trumbo, Niki e Mitzi - offre non solo un ulteriore sguardo generale sul contesto pubblico, ma anche un interessante dietro le quinte della quotidianità del celebre scrittore e sceneggiatore, le sue fisime (era solito scrivere a macchina dentro la vasca da bagno), le sue "assenze" in quanto marito e padre, contrapposte ai momenti di grande affetto e scambio all'interno della famiglia.
Non c'è la volontà di farne un santino, insomma, piuttosto di ergerne la figura a paradigma di uomo mai venuto meno ai suoi ideali, per i quali preferì rinunciare al proprio nome piuttosto che "vendere" quello di altri colleghi e/o amici.

NOTE

- CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 2016 PER: MIGLIOR ATTORE (CATEGORIA FILM DRAMMATICO, BRYAN CRANSTON) E ATTRICE NON PROTAGONISTA (HELEN MIRREN).

- BRYAN CRANSTON E' STATO CANDIDATO ALL'OSCAR 2016 COME MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA.

CRITICA

"(...) era arduo trovare il tono per rievocare un personaggio così flamboyant, uno stakanovista del copione abituato a scrivere anche nella vasca da bagno e ad assumere droghe per mantenere i suoi forsennati ritmi di lavoro, senza perdere di vista l'epoca e l'ambiente. Per cui si può storcere il naso quanto si vuole (come ha fatto metà della critica Usa), ma l'idea del regista Jay Roach e dello sceneggiatore John McNamara di farne una commedia, è più che convincente. E se l'altra metà della critica Usa gli rimprovera di non aver premuto anche più sul pedale del comico, è segno che il film di Roach è forse imperfetto e un poco televisivo. Ma con tutte le sue forzature caricaturali, e quel gusto intimistico che nasce anche dalla collaborazione delle due figlie di Trumbo, 'L'ultima parola' riesce a rendere vivaci e comprensibili anche agli ignari sia il quadro storico che i protagonisti. Offrendo per giunta il primo, meritatissimo ruolo da Oscar a un Bryan Cranston semplicemente irresistibile nei panni del protagonista. (...) Una buona sceneggiatura esige qualche licenza, abbiamo visto di peggio in tanti film ispirati a 'storie vere'. Anzi, visto l'argomento, si trattava semmai di rendere ancora più espliciti i giochi tra verità e finzione. Ma non sottilizziamo." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 8 febbraio 2016)

"(...) Jay Roach mira alto con un racconto di curiosità cinefila dove sfila la Hollywood industriale di questa esecrabile «intermission», con casi di impressionante somiglianza, come Kirk Douglas che sdoganò Trumbo con la sceneggiatura di 'Spartacus', non a caso storia di uno schiavo ribelle, seguito da 'Exodus' di Preminger. Bravo Bryan Cranston (...) che, di esemplare misura, non fa di Trumbo un santino, mentre Helen Mirren offre l'isteria mondana e gossip di Hedda Hopper: nulla è caduto in disuso, meno che mai la macchina del fango." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 11 febbraio 2016)

"Un biopic che schiera, intorno al protagonista, 'vecchie facce familiari' della golden-age hollywoodiana: che tanto d'oro, poi, non era. (...) Se la sceneggiatura di John McNamara non dà sufficiente spazio alla 'caccia alle streghe' ne dà fin troppo, invece, alla vita familiare dello sceneggiatore. Malgrado la persecuzione del quale il film ribadisce l'ideologia della 'success story': alla fine Trumbo ottiene giustizia perché è bravo e, sotto falso nome, ha vinto due Oscar. Buona l'interpretazione di Bryan Cranston, noto soprattutto per la serie tv 'Breaking Bad'." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 11 febbraio 2016)

"Piacerà a chi va in cerca della bella recitazione. Bryan Cranston (...) è grandioso come Trumbo e John Goodman dilaga nei panni del provvidenziale producer King. Ma è Helen Mirren a far la parte della leonessa nel ruolo della pestifera pettegola di Hollywood Hedda Hopper. Gli attori sono grandi, ma il regista Jay Roach non se li merita molto. Non è tutta colpa sua del resto. E' il soggetto che ormai non coinvolge più di tanto (non scuote noi che c'eravamo all'epoca dei fatti, figuriamoci gli spettatori più giovani). (...) Tra i vari amarcord che Hollywood può mettere in scena per rievocare i suoi tempi antichi questo è tra quelli maggiormente coperti di polvere." (Giorgio Carbone, 'Libero', 11 febbraio 2016)

"La storia di Dalton Trumbo (...) è nota, ma la caratterizzazione data al personaggio dallo strepitoso Bryan Cranston vale da sola il prezzo del biglietto." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 11 febbraio 2016)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy