L'ultima corvè

The Last Detail

USA - 1973
L'ultima corvè
A Somavsky e Mulhall, sergenti della Marina americana, viene dato l'incarico di scortare da Norfolk al carcere militare di Portsmouth il diciottenne marinaio Larry Meadows, condannato ad otto anni per tentato furto di 40 dollari nella casa dell'ammiraglio. Una facile "corvèe", pensano i due lavativi anziani, da sbrigare rapidamente per sfruttare allegramente i restanti giorni della settimana di missione. Tuttavia, mentre viaggiano, a poco a poco i due si lasciano conquistare dalla disarmata innocenza del ragazzo, il quale appare loro, più che un criminale, un disadattato, un cleptomane, un ragazzo immeritevole della severa condanna. Nulla vieta, quindi, che durante il viaggio si faccia conoscere a Meadows un po' di vita: la tranquilla atmosfera di un bar, la bisboccia in camera d'albergo, il contatto con una donna, sia pure mercenaria. Larry "diviene uomo", ma a che prezzo?
  • Altri titoli:
    La dernière corvée
    Das letzte Kommando
    El último deber
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85) - EASTMANCOLOR, METROCOLOR
  • Tratto da: romanzo "The Last Detail" di Darryl Ponicsan
  • Produzione: ACROBAT PRODUCTIONS, COLUMBIA PICTURES CORPORATION
  • Distribuzione: CEIAD - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO, DVD: SONY PICTURES ENTERTAINMENT (2002)

NOTE

- CANDIDATO ALL'OSCAR 1974 PER: MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE, MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA (JACK NICHOLSON) E NON PROTAGONISTA (RANDY QUAID).

- PRESENTATO IN CONCORSO AL 27MO FESTIVAL DI CANNES (1974), DOVE JACK NICHOLSON SI E' AGGIUDICATO LA PALMA D'ORO COME MIGLIOR INTERPRETE MASCHILE.

- LA REVISIONE MINISTERIALE DEL 15 SETTEMBRE 2009 HA ELIMINATO IL DIVIETO AI MINORI DI 14 ANNI.

CRITICA

"Da un soggetto tenue e da tre personaggi grezzi, il regista ha saputo trarre una descrizione assai pittoresca e, soprattutto, l'analisi di un rapporto virile osservato con innegabili accenti di umanità. (...) La realizzazione, volutamente episodica, ha il suo più vistoso pregio nell'interpretazione di Somaysky (un Jack Nicholson, premiato con Palma d'Oro a Cannes). La pellicola è ricca di spunti psicologici e sociali; indirettamente, è anche un'amara satira delle assurdità del militarismo." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 78, 1975)
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