L'ospite

ITALIA - 2015
L'ospite
Aprile 1944. Mentre a Firenze divampa la guerra civile e i nazisti, con la complicità delle autorità del posto, cominciano i rastrellamenti di ebrei e partigiani, Giovanni Gentile, il maggiore filosofo italiano del Novecento attende - in una villa poco distante dalla città - un misterioso ospite. Tra i fantasmi del passato e gli incubi del presente, abbandonato da amici e colleghi, l'uomo deve fare i conti con le proprie scelte, le proprie decisioni di una vita.
  • Durata: 80'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: FRANCESCO MONTINI PER MOVIE FACTORY
  • Distribuzione: MOVIE FACTORY
  • Data uscita 15 Aprile 2015

TRAILER

NOTE

- REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON LA REGIONE TOSCANA.

CRITICA

"Lenzuola bianche, come le mura e le porte, come le tende che sventolano dentro la villa sulle colline di Fiesole in cui Giovanni Gentile trascorse i suoi ultimi giorni prima della sentenza di morte eseguita da partigiani gappisti. Inizia così il film 'L'ospite', opera prima di Ugo Frosi. L'immagine è quasi onirica come se il protagonista di questa tragica storia, interpretato con sorprendente adesione anche fisica da Amerigo Fontani, ritornasse con il pensiero in quella villa-prigione (...). Settantuno anni dopo l'assassinio di Gentile, 'L'ospite' cerca di portare nelle sale (...) la figura di uno dei più grandi filosofi del secolo scorso che non ha mai rinnegato la tessera del partito fascista. Fino alla fine. Non voltando nessuna gabbana, nel momento in cui i più, anche tra gli intellettuali, lo facevano, sia perché 20 anni prima aveva giurato fedeltà a Mussolini, sia perché credeva nel concetto paradossale di «concordia» (...) e sperava che «un largo spirito pacificatore» potesse risollevare l'Italia. Una linea che non piaceva né ai fascisti, né ai partigiani e che il film racconta bene. (...) Un altro dei temi fondamentali su cui ruota 'L'ospite', titolo che gioca sulla doppia accezione di chi ospita e di chi è atteso come ospite (la morte?), è quello del mondo accademico vicino al filosofo. Il film, (...) non regala certezze ideologiche ma si interroga sulle scelte di un uomo che, umanamente, alla fine si chiede: «Forse ho sbagliato tutto»." (Pedro Armocida, ' Il Giornale', 22 aprile 2015)
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