L'ORO DI LONDRA

ITALIA - 1967
L'ORO DI LONDRA
A Londra nella primavera del 1917, alcuni individui, tutti incensurati e dalle professioni più svariate, si accordano sotto la guida di Ed, personaggio in vista nell'alta società inglese, per organizzare una rapina al furgone che trasporta regolarmente oro zecchino ad alcune fonderie private. La preparazione dell'impresa avviene con minuziosa oculatezza in una lussuosa villa alla periferia di Londra. Al momento opportuno, il colpo viene condotto a buon fine con la massima precisione, senza alcun serio ostacolo; il prezioso carico viene immediatamente fuso e trasformato in una grossa ancora che viene issata su una nave alla fonda del porto ed in procinto di partire. La polizia, tesa affannosamente alla ricerca dei colpevoli, la raggiunge entro le acque territoriali, ma la perquisizione finisce con un nulla di fatto. Mentre tutta la banda si gode tranquillamente la traversata verso Gibilterra, la noncuranza di conoscere i dati del bollettino meteorologico, fa sì che la nave incappi in una spaventosa bufera. Nel tentativo disperato di salvarla, l'ancora viene calata e la catena si spezza. Abbandonata la nave e raggiunta a stento Gibilterra, i rapinatori devono constatare che la nave e l'ancora sono state perdute in un tratto di mare il cui fondale raggiunge la profondità di ottomila metri ed è impossibile recuperarle.
  • Durata: 83'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: CROMOSCOPE EASTMANCOLOR
  • Produzione: LOUIS MANN (ERMANNO DONATI E LUIGI CARPENTIERI) PER PANDA CIN.CA (ROMA)
  • Distribuzione: EURO INTERNATIONAL FILM

NOTE

- NEI TITOLI IL SOGGETTO, COME LA PRODUZIONE, SONO ACCREDITATI A LOUIS MANN, LA REGIA A BILL MOORE, LA FOTOGRAFIA A SYLVAN WALLACE, IL MONTAGGIO A DONNA CHRISTIE, LA SCENOGRAFIA A GEORGE GREE. L'ATTORE CARLO DE MEJO E' ACCREDITATO COME STEWART MAY.

CRITICA

"Realizzato sotto falso nome (vergogna o esigenze commerciali?) da un modesto regista della nostra televisione, il film viene smerciato quasi si trattasse di un poliziesco "made in Europe" (...) tutti i realizzatori hanno assunto roboanti pseudonimi di derivazione anglosassone. Imitazione grigia e acefala di stereotipi ormai consacrati. " (Umberto Rossi, "Film Mese", 14 febbraio 1968)
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