L'Oriana

ITALIA - 2015
L'Oriana
Storia dell'avventurosa vita di Oriana Fallaci: dall'infanzia spesa come staffetta della Resistenza agli anni in giro come inviata dell'Europeo a scrivere sugli avvenimenti che hanno fatto la storia del XX secolo. È in prima linea nella guerra in Vietnam, intervista le più alte personalità della politica internazionale, segue da vicino lo sbarco sulla Luna, rischia la vita nel massacro di Piazza delle Tre Culture a Città del Messico. La sua vita privata attraversa momenti oscuri e drammatici come la tormentata storia d'amore con il giovane eroe della Resistenza greca, Alexandros Panagoulis, ma anche la sua brillante carriera conosce situazioni spiacevoli che la porteranno a decidere di dire addio a quotidiani e settimanali per ritirarsi a New York a scrivere il racconto della sua vita e della sua famiglia. Nei suoi ultimi anni Oriana cerca la pace, ma si illude. La tragedia dell'11 Settembre e la scoperta di avere un tumore - che chiama "L'Alieno" - la spingono a combattere la sua battaglia per resistere al Male, e - insieme - quella contro il terrorismo, l'estremismo, il fanatismo religioso. Quando la fine appare ormai vicina, Oriana decide di abbandonare l'esilio americano e di tornare a casa, in Italia, per rivedere per l'ultima volta la sua Firenze.
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, DRAMMATICO, FILM TV
  • Specifiche tecniche: HD
  • Produzione: FANDANGO IN COLLABORAZIONE CON RAI FICTION

TRAILER

NOTE

- REALIZZATO CON IL SUPPORTO DELLA REGIONE LAZIO.

CRITICA

"Non è propriamente una «prima» cinematografica. 'L'Oriana' di Marco Turco su Oriana Fallaci, è nata come fiction televisiva (...). In sala è solo di passaggio (...). E meno male. Se avesse una normale visione nei locali del centro, ne uscirebbe con le ossa rotte (cioè disertata dal pubblico). Meritatamente. Perché uno paga per vedere una biografia quando il biografato t'appassiona o t'indigna (vedi 'American Sniper'). In casa, davanti a un televisore, t'accontenti. Vai e vieni, rispondi al telefono, se perdi qualche scena (una vi consigliamo di perderla, la visita nell'orfanatrofio) pazienza. Ti basta una dignità di confezione e un'interprete ad hoc. Bene, 'L'Oriana' le soddisfa, le modeste pretese. Vittoria Puccini è graziosa e simpatica (certamente più simpatica del modello) e nelle scene della Fallaci anziana decisamente brava, decisamente all'altezza del personaggio che fu molto complesso e contradditorio. La confezione poi è inappuntabile. Una produzione Fandango (leggi Domenico Procacci) che da circa vent'anni è garanzia di grande professionalità. Già, Procacci. Che in occasione dell''Oriana' ci ha confermato in un pregiudizio sempre più solido. L'incapacità dei cineasti di sinistra di raccontare tutta la verità. La voglia di narrare i fatti si ferma quando i fatti cominciano a dimostrarsi politicamente scomodi. La fiction ci mostra la Fallaci in Vietnam, a Hong Kong, in Grecia, in Iraq. E si sofferma, oh se si sofferma su ogni tappa della grande inviata. Ma dedica tre minuti e mezzo alla lotta condotta dall'Oriana negli ultimi 5 anni della sua vita, la denuncia dell'aggressività dell'islam, della guerra santa, dello scontro di civiltà. Una denuncia che procurò alla giornalista l'ostilità totale del mondo della sinistra, e le rallegrò (si fa per dire) i 1500 giorni che le restavano. Insomma la fiction ha glissato, Procacci ha glissato." (Giorgio Carbone, 'Libero', 4 febbraio 2015)
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