L'ora legale

ITALIA - 2017
2,5/5
L'ora legale
In un paese della Sicilia, Pietrammare, puntuale come l'ora legale, arriva il momento delle elezioni per la scelta del nuovo sindaco. Da anni imperversa sul paese Gaetano Patanè, lo storico sindaco del piccolo centro siciliano. Un sindaco maneggione e pronto ad usare tutte le armi della politica per creare consenso attorno a sé. A lui si oppone Pierpaolo Natoli, un professore cinquantenne, sceso nell'agone politico per la prima volta, sostenuto da una lista civica e da uno sparuto gruppo di attivisti per offrire alla figlia diciottenne, Betti, un'alternativa in occasione del suo primo voto. I nostri due eroi Salvo e Valentino sono schierati su fronti opposti: il furbo Salvo, manco a dirlo, offre i suoi servigi a Patanè, dato vincente in tutti i sondaggi; mentre il candido Valentino scende in campo a fianco dell'outsider Natoli a cui è legato, come peraltro Salvo, da un vincolo di parentela in quanto cognato. Al di là della rivalità, però, entrambi mirano ad ottenere un "favore" che potrebbe cambiare la loro vita: un gazebo che permetterebbe di ampliare la clientela, e quindi gli incassi, del piccolo chiosco di bibite posto nella piazza principale del paese. Il Popolo vive, o meglio si lascia vivere, in un perenne stato di precarietà e di illegalità. Le macchine in doppia fila, l'immondizia sparsa per strada, ambulanti e parcheggiatori abusivi, le buche, e, su tutto, l'assenza di controlli che rendono le giornate dei cittadini una costante via Crucis da affrontare con l'unica arma a loro disposizione: la lamentela. A poche ore dal voto, però, arriverà il fato, il caso, o forse il destino a dare al popolo la forza di reagire, consentendo ai cittadini uno scatto d'orgoglio che li porterà a ribaltare alle urne tutti i sondaggi pre elettorali. Pierpaolo Natoli verrà eletto a furor di popolo e con lui verrà eletta la legalità. Sapranno però i nostri concittadini fare i conti con la tanto attesa legalità?
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: ATTILIO DE RAZZA PER TRAMP LIMITED IN COLLABORAZIONE CON MEDUSA FILM
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 19 Gennaio 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Vedersi appioppare l’etichetta di “opera civile” - lo abbiamo letto da più parti a proposito del nuovo lavoro di Ficarra e Picone - non sempre è un buon segno per un film. Soprattutto se comico. Come lamentava il venerabile Jorge nel Nome della rosa il riso è il diletto della plebe. Difficilmente potrà essere civile. È semmai sguaiato, irriverente, incontinente, pericoloso. Tutte cose evidentemente che L’ora legale non è. Pur apprezzando il tentativo di rifare una commedia “all’italiana” meno compromessa e autoassolutoria, più feroce e dolorosamente amara, a partire dall’intelligente ribaltamento prospettico operato dalla sceneggiatura - qui il politico è onesto, l’elettorato invece irrecuperabile -  c’è qualcosa di macchinoso e insieme di improvvisato nell’operazione che non convince.

Siamo a Petrammare, un immaginario paesino della Sicilia (che poi altri non è se non Termini Imerese), ed è tempo di elezioni: bisogna scegliere il nuovo sindaco. La sfida riguarda il primo cittadino uscente, l’immarcescibile Gaetano Patanè (Tony Sperandeo), emblema del politico rozzo, furbo e clientelare, e lo sfidante Pierpaolo Natoli (Vincenzo Amato), un professore di liceo onesto, determinato a ripulire la città da lassismo e malaffare. Non c’è storia: Natoli vince per acclamazione ma non appena il neo-sindaco inizierà a mettere effettivamente in pratica il suo programma elettorale – dalle licenze sul suolo pubblico alla raccolta differenziata alla chiusura degli impianti inquinanti sulla costa – insorgeranno tutti cospirando per farlo dimettere.

Ficarra e Picone tratteggiano una serie di personaggi gattopardeschi, dal parroco (Leo Gullotta) che non ci sta a pagare l’IMU per il B&B della chiesa, al vigile (Antonio Catania) che non aveva mai fatto una multa, fino ai due cognati del sindaco (gli stessi Ficarra e Picone) che gestiscono un bar vicino al Municipio prima frequentato a tutte le ore dai dipendenti comunali. I comici siciliani non risparmiano niente e nessuno – c’è anche un oscuro tuttofare della politica venuto apposta da Roma per aiutare “i petrammaresi” a liberarsi di Natoli – abili a smarcarsi tanto dal becero qualunquismo accusatorio (fabbricatore di capri espiatori) quanto da quello difensivo (sedotto dalla logica del “tanto lo fanno tutti”), ma peccano per costruzione drammaturgica e messa in scena, scivolando sulla buccia di banana del pressapochismo. I personaggi sono senza profondità, mere figurine a uso e consumo della politica e dei giornali (il prete arraffone, l’impiegato assenteista, l’uomo di cultura giusto e mite, il meridionale incivile), ma poi manca anche il ritmo, il guizzo che sovverta le cose, la cattiveria sfacciata di uno Zalone (lui però si affida a Nunziante, un vero regista) che prenda il disastro civico e lo eriga a sistema, l’habitat familiare di cui si può ridere ma non sbarazzare perché è quello che siamo. Uno specchio.
Quello che Ficarra e Picone ci mettono davanti è invece un quadretto desolante, di fronte al quale viene difficile pure sorridere. Non che la cosa ci riguardi: quelli in definitiva non siamo noi.

NOTE

- NASTRI D'ARGENTO 2017 PER: MIGLIORE COMMEDIA E PRODUTTORE (ATTILIO DE RAZZA HA VINTO ANCHE INSIEME A PIER PAOLO VERGA PER "INDIVISIBILI" DI EDOARDO DE ANGELIS).

CRITICA

"I cognati, capisaldi del teatro dialettale, tornano star in questa commedia italiana che vince al box office sui disastrosi sei cinepanettoni e può anche vantarsi di non essere volgare. Attuale anche se all'acqua di rose (...). Simile (in miniatura ideologica) agli 'Anni facili' e agli 'Anni difficili' diretti da Luigi Zampa, il film 'L'ora legale' di e con Ficarra e Picone, tempismo gemellare, fa sorridere mettendo tutto sempre tra virgolette, alla ricerca di quell'arte di arrangiarsi del maestro Alberto Sordi (...)." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 2 febbraio 2017)

"(...) un film di satira bonacciona, dal gusto vagamente populista ma dove i disonesti - in fondo - sono rappresentati come più simpatici degli onesti." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 19 gennaio 2017)

"Dispiace dirlo, ma il dato primario di «L'ora legale» (...) è che non fa ridere per niente. Decisi a sfornare col contributo di un autorevole pool di sceneggiatori un apologo appeso alla coda dell'attualità, gli ex amabili trasformisti stipano nel circo della immaginaria cittadina siciliana di Pietrammare (in realtà Termini Imerese) una serie di sgraziati burattini (compresi se stessi) che dovrebbero incarnare le maschere della malapolitica e il malopopolo un po' come aveva fatto con esiti parimenti monocordi e sciatti l'Albanese di «Qualunquemente»." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 19 gennaio 2017)

"Che coraggio. È quello dimostrato dai comici siciliani Ficarra e Picone (coadiuvati in sceneggiatura da Guaglianone, De Angelis e Testini) per il quinto da film da protagonisti. (...) Comincia come commedia e finisce come un dramma politico. Tra satira (Gullotta prete cospirazionista fa piangere dal ridere), citazioni (testa di pesce spada nel letto alla Padrino) e gioco di squadra (il duo non fagocita anzi concede assai al resto del cast), ecco un affresco spietato di come siamo diventati dopo l'orrore politico degli ultimi 23 anni: lamentosi, vigliacchi, nichilisti. Ficarra e Picone sono forse autolesionisti dal punto di vista commerciale. Ma anche drammaticamente seri. Come solo un grande comico deve essere." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 19 gennaio 2017)

"Piacerà anche a chi ritiene che Ficarra e Picone simpaticissimi a fare i siparietti a 'Striscia la Notizia', come attori siano fortemente limitati. Perché in 'L'ora legale' abbiamo uno script (di Nicola Guaglianone alias 'Jeeg Robot') superiore alla media della commedia paesana nostrana. E superiore anche alla recitazione piconesca." (Giorgio Carbone, 'Libero', 19 gennaio 2017)

"Sarebbe sbagliato considerare 'L'ora legale' come una satira politica. Non è, per intendersi, un altro 'Qualunquemente' (...) sicuramente, su questo tema, più graffiante e irriverente. L'ultima pellicola, diretta e interpretata, con il solito garbo, dai palermitani Ficarra e Picone è, principalmente una presa in giro della gente comune. Giocando sul paradosso che, a parole, tutti vogliamo il cambiamento delle regole della vita civile, ma che, al lato pratico, lo accettiamo solo se non va a ledere i nostri interessi personali. Una provocazione, certo, in chiave comica (sempre di commedia si tratta), ma che induce a interrogarti: mi sarei accodato anche io ai cittadini della siciliana Pietrammare? (...) La comicità presente, ma troppo anticipata dal trailer (male, questo, che non si riesce a guarire), è garbata e, qualche volta, incisiva. Si vede che dietro c'è una sceneggiatura ben scritta e la loro regia riesce a valorizzare l'ottimo cast di supporto. In ogni caso, la miglior commedia italiana di questi ultimi due mesi." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 19 gennaio 2017)
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