L'onorata famiglia - Uccidere è cosa nostra

ITALIA - 1973
Due boss mafiosi, Antonio Marchesi e don Peppino Scalise, si contendono il campo della speculazione edilizia a Palermo. Il contrasto si conclude con la vittoria del secondo, che fa uccidere il rivale. Al delitto, compiuto da due sicari di don Peppino - Johnny De Salvo e Turi Nannisco -, assiste il capomastro di Marchesi, Orlando Federici, destinato qualche tempo dopo, nel timore di una sua delazione, a seguire il padrone nella tomba. Incaricato delle indagini, il commissario La Manna tenta di indurre la vedova di Federici a testimoniare contro don Scalise. Vi riesce soltanto quando i sicari del boss uccidono, mirando a lei, il suo figlioletto. Il processo, però, si conclude con l'assoluzione del mafioso e dei suoi sicari. Deciso a non darsi per vinto, La Manna entra in contatto con un pregiudicato che, volendo vendicarsi di don Peppino, promette al commissario, in cambio di un passaporto falso, importanti rivelazioni a carico del boss. L'uomo, però, viene ucciso prima di aver potuto mantenere la promessa. Scampato a un attentato di Johnny e Turi, che vi lasciano la vita, il commissario riesce finalmente, grazie a importanti documenti scovati in una cassetta di sicurezza del defunto Marchesi, ad arrestare don Scalise. Mentre si appresta a salire su una camionetta della Polizia, però, il boss viene ucciso da un ignoto killer della mafia. L'"onorata società" ha ancora una volta partita vinta.

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