L'OMICIDIO NELLA MENTE

MURDER IN MIND

USA - 1996
L'OMICIDIO NELLA MENTE
Peter Walker e il suo segretario Charlie vengono trovati assassinati nella casa del primo, mentre sua moglie Caroline si trova sconvolta al piano superiore, coperta di sangue e con un coltello in pugno. La donna viene portata al commissariato per l'interrogatorio, ma non riesce a ricordare niente dell'accaduto. Il detective Holloway propone di far visitare Caroline dal dottor Ellis, medico ipnoterapista, che usa tecniche di persuasione per far tornare la memoria. Ma a mano a mano che ci si avvicina agli elementi scatenanti del delitto, Caroline ricorda che Peter aveva progettato di ucciderla e lei lo aveva assassinato per legittima difesa. Oltre a questo, Caroline scopre che il dottor Ellis non è il medico disinteressato che sembrava all'inizio, anzi è proprio colui che sta falsificando i suoi ricordi per incolparla di un delitto non commesso. Il vero colpevole è il dottore stesso, che muore infine ucciso da un poliziotto. La storia torna all'inizio, Peter chiede a Caroline di sposarlo e lei dice che correrà il rischio di morire.
  • Altri titoli:
    VISIONI DI UN DELITTO
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Tratto da: TRATTO DAL LAVORO TEATRALE DI MICHAEL COONEY
  • Produzione: LAKESHORE INTERNATIONAL - EVERGREEN ENTERTAINMENT - BBC - ALVA MOTION PICTURES - STORYTELLER FILMS PRODUCTION
  • Distribuzione: LUCKY RED - LUCKY RED HOME VIDEO
  • Vietato 14

NOTE

REVISIONE MINISTERO LUGLIO 1997

CRITICA

"Il regista Andrew Morahan, già responsabile di 'Highlander III', ma anche molto esperto in videoclip di musica rock, tra cui quelli di Michael Jackson e dei 'Guns'n'Roses', ha preso di petto questo testo e, appunto, pur lasciandogli inalterati gli spunti thriller li ha affidati ad un vero vortice di ritmi scatenati in cui i personaggi hanno quasi soltanto il tempo di proporsi con i loro segni per finire subito dopo in un andirivieni di passato e presente che, se non cancella proprio tutto, certo lo mette in dubbio, giocando alternativamente sulla colpevolezza di ognuno e trasformando la suspense in una cavalcata affannosa di interrogativi e di angosce: grazie anche alla continua e ben dosata contaminazione fra l'allucinazione ipnotica e il "noir" a tinte forti, sempre in abilissimo equilibrio tra la veglia e il sonno, e facendo alla fine scaturire proprio da questo la tanto attesa e sospettata verità". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 28 agosto 1997)

"Il regista Andrew Morahan viene dai video-clip rock e si vede, specialmente nelle scene che combinano l'allucinazione ipnotica con il thriller a forti tinte. Ma il clima generale è allarmante al punto giusto, mentre i due attori protagonisti (lui è Nigel Hawthorne, quello della 'Pazzia di Re Giorgio', lei Mary Louise Parker, sexy e piuttosto hitchcockiana) rivaleggiano in gigioneria nell'approssimarsi dello show-down sanguinario con sorpresa incorporata". (Michele Anselmi, 'L'Unità', 21agosto 1997)
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