L'occhio del gatto

Cat's Eye

USA - 1985
L'occhio del gatto
Sono tre episodi, diversissimi l'uno dall'altro, che un gatto collega, diventando poi il deciso protagonista dell'ultimo. Nel primo vediamo un giovane uomo rivolgersi ad uno studio, nel quale si riesce a far perdere ai clienti il vizio del fumo. Ma la terapia è durissima: i malcapitati piombano in una vita da incubo, sono tallonati e spiati dagli addetti alla Società, guidata da unn nevrotico e implacabile direttore, fino a subire veri e propri ricatti. E lo sfortunato di cui parliamo viene minacciato: o smette di fumare, o assisterà alle mille crudeltà cui saranno sottoposti la moglie e la sua bambina. Un piccolo anticipo - appunto la moglie da prima sequestrata e poi costretta a saltare a piedi nudi su di una grande griglia percorsa da scariche elettriche - il giovanotto dovrà pure goderselo (inorridito, ma impotente) al di là di una parete di vetro. Nel secondo episodio, Cressner, un vecchio ricchissimo che va matto per le scommesse più strampalate, si fa portare in casa un tennista, che egli sa esser l'amante della più giovane moglie e gli propone che, se riuscirà a fare il giro completo del cornicione del grattacielo in cui abita, avrà in premio la moglie e una montagna di dollari. Il tennista, senza possibilità di alternativa alcuna, non può che accettare e comincia il suo vertiginoso giro a 100 metri dal suolo, tartassato a più riprese dal maligno vecchio che se la spassa un mondo, investito dal vento e becchettato dai piccioni che si ritrova tra i piedi. Alla fine ha partita vinta, ma solo per scoprire che il suo avversario ha fatto, nel frattempo, uccidere la donna e sta per far fuori lui stesso. Il tennista reagisce e, a sua volta, obbliga il rivale a calarsi sul cornicione per compiere una analoga impresa. Ma il vecchio perde, per la prima volta in vita sua, la scommessa, sfracellandosi sull'asfalto. Episodio numero tre. In una villetta di campagna, vive con i genitori Amanda, una graziosa bambina. Ma questa non fa mai sogni tranquilli: a suo dire, un orribile mostriciattolo esce ogni notte dal muro dove sono appoggiati bambole e orsacchiotti di "peluche", per salire sul suo letto e prenderle il respiro. Il gatto del titolo, lasciata fortunosamente New York, arriva alla casa. Amanda insiste invano per tenerselo in camera, ma i suoi non vogliono e, anzi, con grande dolore della piccola, lo portano al Centro animali, perché venga eliminato. Ma il gatto è furbo e riesce a scappare; poi, penetrando di notte in casa, lotta contro il perverso folletto (a cui naturalmente i genitori di Amanda non hanno mai creduto) e riesce finalmente a sbatterlo dentro un termoventilatore, sotto lo sguardo soddisfatto e finalmente rassicurato della bambina. I genitori esterrefatti troveranno sul pavimento i resti del mostriciattolo ed il gattone, riverito ed amatissimo, si installerà trionfante nella casa della sua piccola grande amica.
  • Episodi: "Brr, quanto fa male il tabacco" ("Quitter's Inc"), "Scommettiamo la vita?" ("The Ledge"), "Il sonno genera spesso mostriciattoli" ("The General")
  • Altri titoli:
    Stephen King's Cat's Eye
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR
  • Specifiche tecniche: SCOPE
  • Tratto da: tre racconti di Stephen King
  • Produzione: DINO DE LAURENTIIS, MARTHA SCHUMACHER PER DINO DE LAURENTIIS COMPANY, FAMOUS FILMS
  • Distribuzione: FILMAURO (1985) - WARNER HOME VIDEO, POLYGRAM FIOMED ENTERTAINMENT VIDEO

NOTE

- MENTRE I PRIMI DUE RACCONTI ERANO STATI GIA' PUBBLICATI, IL TERZO E' STATO SCRITTO DA STEPHEN KING APPOSITAMENTE PER IL FILM.

CRITICA

"Soprattutto il primo episodio, con il nostro protagonista che cerca in tutti i modi di resistere al vizio del fumo, sembra, dei tre, il più compiuto cinematograficamente, ricco com'è di notazioni gustose, di frecciatine ironiche e sarcastiche su tutta una società ed un mondo prigionieri di inveterate abitudini e di vizi ormai inestinguibili. Senza contare che, nelle tre storie, l'attenzione dello spettatore non viene mai meno, in virtù di uno stile cinematografico agile e nervoso, e di un montaggio assai brillante ed efficace. Completano la riuscita del film le musiche ricche di rabbrividenti atmosfere, di Alan Silvestri, mentre una menzione particolare va data al simpatico micio, vero e proprio protagonista della pellicola, che assurge, in alcuni primi piani, al rango di grande attore." ('Il Tempo', 15 Settembre 1985)

"Sceneggiato dallo stesso Stephen King e diretto dal Lewis Teague ormai specializzatosi in animali (suoi sono 'Alligator' e 'Cujo'), il film è di quella qualità media, come conviene alla provincia americana e alle colonie, che caratterizza la produzione corrente di Hollywood: scritto tenendo d'occhio i bisogni del pubblico d'ogni età, diretto con collaudato professionismo, interpretato da attori senza infamia e senza lode. Si sorride alla satira delle campagne anti-fumo, si sfiora il cardiopalmo, si tifa per il gatto: il mostriciattolo di turno (un incrocio fra un rospaccio e un jolly) è frutto della fantasia di Carlo Rambaldi, ma un buon contributo alla pelle d'oca lo dà la musica di Alan Silvestri. E gli amici dei gatti vanno in paradiso." (Giovanni Grazzini, 'Il Corriere della Sera', 21 settembre 1985)

"Peccato che questo terzo e tedioso atto arrivi ad appesantire un film che negli altri episodi è scattante e divertente. Sia nel primo, dove un allucinato James Woods (il protagonista, accanto a De Niro, di 'C'era una volta in America') viene schiavizzato da un medico pazzo cui si è incautamente rivolto per smettere di fumare; sia nel secondo, dove un miliardario sadico (il bravo Kenneth McMillan) costringe l'amante della moglie a pagare pegno vincendo una scommessa che consiste nel fare il giro del cornicione del suo palazzo di Atlantic City, una ventina di piani sopra il livello del marciapiede. Complessivamente, comunque, 'L'occhio del gatto' garantisce più di uno spunto efficace e originale, nel campo ormai sempre più affollato del terrore fantastico, e in più ci mette del suo sprazzi godibili di ironia." ('Il Giorno', 24 Settembre 1985)
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