Lønsj

NORVEGIA - 2008
Lønsj
Oslo. Realtà contraddistinte da inquietudine e solitudine esistenziale si intrecciano nel residenziale quartiere Majorstua. Christer, un giovane con gravi problemi economici che non vuole rinunciare alla sua indipendenza, mentre sta facendo la lavatrice si rende conto di aver lasciato i soldi per pagare l'affitto nel taschino di una camicia. Deciso a recuperare il denaro, il ragazzo blocca la macchina provocando un guasto che scatena una serie di conseguenze tra cui la morte del padre di Leni, una donna che per la prima volta si trova ad affrontare e organizzare da sola la sua vita. Nel frattempo, Heidi, una giovane madre distratta, è costretta a fare i conti con una complicata relazione sentimentale.
  • Altri titoli:
    Cold Lunch
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: 4 1/2

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

Il giovane Christer (Aksel Hennie) ha seri problemi economici ma non vuole rinunciare alla sua indipendenza. Leni (Ane Dahl Torp), dopo la morte del padre, rimane senza casa e del tutto casualmente trova lavoro in un elegante bistrot. Heidi (Pia Tjelta), vessata da un rapporto amoroso tormentato, dimentica in terrazza la carrozzina con il proprio bambino.
Diviso in sei capitoli, il lungometraggio d’esordio della norvegese Eva Sørhaug – film d’apertura e Fuori Concorso alla 23esima Settimana Internazionale della Critica – racconta la vita di un eterogeneo gruppo di persone in un quartiere residenziale di Oslo: promettente in apertura, con un prologo surreale e d’atmosfera, Lønsj evapora progressivamente, giungendo ad una (non) conclusione “metaforicamente” caratterizzata dall’arrivo di una violenta folata di vento e (guarda un po’…) di inquietanti uccelli…

NOTE

- FILM D'APERTURA, FUORI CONCORSO, ALLA 23^ SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA, MOSTRA DI VENEZIA 2008.

CRITICA

"Il pregio del film sta nella sua costruzione. Se l'inizio infatti sembra banale, la scelta di sviluppare la dimensione corale poco a poco provoca sorprese, situazioni inattese. (...) Col tono che è già cambiato, la commedia nera ha scommesso sul grottesco, quasi a ridere per prima di sé e di quel mondo disperato". (Cristina Piccino, 'Il manifesto', 28 agosto 2008)

"Opera prima norvegese, bene sceneggiata da Per Schreiner e ben diretta da Eva Sorhaug: la divisione del lavoro funziona". ('Il Foglio', 31 agosto 2008)
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