L'Italia s'è rotta

ITALIA - 1976
Peppe Truzzoliti, un meccanico siciliano licenziato dalla fabbrica in cui lavorava, e il suo compaesano Antonio Mancuso, decidono, dopo una brutta avventura con alcuni mafiosi spacciatori di droga, di lasciare la fredda e razzista Torino per tornare in Sicilia. Con loro c'è Domenica, una ragazza veneta che Antonio ha strappato dalle grinfie di un "protettore". Lasciato il capoluogo piemontese con l'auto di Peppe, i tre danno un passaggio alla famiglia di un infuriato commendatore appiedato dagli scioperi, confidando in una lauta mancia che non verrà. Miglior sorte non hanno in Toscana, con una danarosa nobildonna che ha preteso il loro aiuto e con lo zio scultore di Domenica. Raggiunta Roma, vengono coinvolti in una rapina, dalla quale non traggono altro vantaggio che un sacchetto di spiccioli. In Calabria, tuffatisi in mare svestiti, finiscono tra le mani di un funzionario di polizia, ipocrita tutore del decoro e del pudore, che trattiene Domenica. Una volta in Sicilia, infine, Peppe e Antonioo incappano prima in una sanguinosa faida tra le loro famiglie e, poi in un boss mafioso deciso a ucciderli per quella storia di droga. Salvati dal loro ex maestro, e ritrovata Domenica, Antonio e Peppe riprendono la strada verso il Nord.

CAST

NOTE

- REVISIONE MINISTERO SETTEMBRE 1997

CRITICA

"Una serie di scenette riuscite a metà, più populiste che satiriche, ispirate allo sfascio contemporaneo (disoccupazioni, scioperi e criminalità)." (Paolo Mereghetti - Dizionario dei film).

"I guai dell'Italia d'oggi - disoccupazione, scioperi, corruzione, criminalità eccetera - sono diventati, nelle mani dei due sceneggiatori e di un regista più portati a favorire la 'cassetta' che la maturazione civile dello spettatore - occasione per una serie di sketches da avanspettacolo. (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 81, 1976)
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