L'irlandese

The Dawning

GRAN BRETAGNA - 1988
L'irlandese
Nell'Irlanda del 1920, nella vecchia casa di famiglia che sta per essere venduta, Nancy Gulliver, ragazza sensibile e intelligente, festeggia i suoi diciotto anni con la zia Mary, che le ha fatto da madre, col vecchio nonno generale immobilizzato su di una carrozzella, e col giovane amico Harry, di cui è infatuata senza speranza, perché lui la giudica immatura ed è innamorato della più sofisticata Maeve. La mamma di Nancy è morta mettendola al mondo, mentre suo padre Robert è scomparso poco dopo senza dar più notizie di sé. Nancy sente molto la mancanza del padre e spera un giorno di poterlo incontrare. La ragazza ha un rifugio: una piccola baracca nascosta fra gli scogli, dove tiene i suoi libri più cari. Un giorno vi incontra un anziano sconosciuto, che si sta nascondendo e si rifiuta di rivelarle il proprio nome. Dopo il disappunto iniziale, Nancy - affascinata da quest'uomo misterioso, colto e gentile al quale dà il nome di Cassius - inizia a incontrarsi con lui in segreto. Lo riempie di domande perché spera che sia il padre tanto cercato, ma lui le rivela di essere un ribelle irlandese, ex maggiore dell'esercito, e di essere disposto ad uccidere per l'Irlanda anche adesso, e senza rimorsi, perché anche questa contro gli inglesi è una vera guerra. Un giorno le mostra anche l'arma che porta sempre con sé. Al pensiero che possa essere un assassino, Nancy pensa di denunciarlo, ma poi invece inizia a portargli viveri e accetta di consegnare un suo messaggio a Dublino. Soltanto il giorno successivo, mentre è alle corse dei cavalli con sua zia e assiste inorridita all'uccisione di dodici ufficiali, capisce lo scopo del messaggio che ha riportato. I militari però sono arrivati a lui e nessuno potrà più salvarlo. Nancy dovrà dire addio alla sua giovinezza e scegliere anche lei da che parte stare.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: romanzo "The Old Jest" di Jennifer Johnston
  • Produzione: SARAH LAWSON, MOIRA WILLIAMS PER LAWSON PRODUCTION, TVS TELEVISION, THE VISTA ORGANISATION
  • Distribuzione: LIFE INTERNATIONAL (1990) - 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT

NOTE

- PREMIO DELLA GIURIA AL FESTIVAL DI MONTREAL 1988.

CRITICA

"Film anglo-irlandese di taglio drammatico-avventuroso, diretto dal britannico Robert Knights, apprezzato regista di storie televisive. Il tema è l'irredentismo gaelico, ma la collocazione temporale è alle origini del fenomeno, cioè intorno al '20 quando l'Irlanda era ancora dominio britannico. (...) Tenuto sul tono del romanzesco, con una cura particolare all'ambiente d'epoca, il racconto mette bene in rilievo il carattere dei personaggi. Molto bravi risultano la giovanissima Rebecca Pidgeon, già apprezzata promessa del teatro, il compianto Trevor Howard, qui alla sua ultima interpretazione e Jean Simmons, nel ruolo della candida zia, atterrita dagli sviluppi del caso. Anthony Hopkins, nelle vesti del cospiratore alla macchia è a sua volta abbastanza persuasivo mentre Hugh Grant, in quelle di un amico snob della ragazza, è convenzionalmente inglese. Decisamente buona l'ambientazione, valorizzata da un'eccellente fotografia che dedica molto al paesaggio." ('Il Resto del Carlino', 24 giugno 1990)

"Premiato al festival di Montréal, 'L'irlandese' racconta con delicatezza inglese, per fortuna senza laccature di maniera, collegando la spaziosità e la forza delle scogliere alla vita appassionata della protagonista (un po' come accadeva nelle immagini migliori di 'La figlia di Ryan' di Lean). Il John Ford di 'Il traditore' spunta nell'atmosfera dei bar cittadini, ma Knights dimostra quasi sempre personalità e gusto del particolare rivelatore delle diverse sensibilità dei personaggi. Un solo errore: è difficile credere che gli inglesi, catturato un capo dei terroristi, lo uccidano anziché interrogarlo. L'assassinio a sangue freddo davanti alla ragazza stringe insieme sentimento e coscienza politica, ma non funziona nel discorso filmico" (Silvio Danese, 'Il Giorno', 20 luglio 1990)

"Epilogo tragico, digressioni amene (un'energica vecchietta rimette in riga certi guerriglieri adolescenti), stile ruffianeggiante con abbondanza di scogliere e marosi, tramonti e completi di tweed. Anthony Hopkins, il vecchio lupo repubblicano, è molto interessante e abbastanza deludente, come se non credesse fino in fondo al personaggio (si può capirlo). Jean Simmons dà alla zia travolta dal nazionalismo altrui il giusto e stupefatto candore. Trevor Howard, alla sua ultima interpretazione, tratteggia con ammirevole economia di mezzi la figura del vecchio generale che si finge rimbambito citando Kipling e Turgenev. Ma il vero spettacolo del film è Rebecca Pidgeon, la giovanissima protagonista. Con quel broncio, quelle fossette, gli occhi neri e scintillanti, potrebbe fare parecchia strada. Vedremo se vorrà abbandonare Londra e il teatro." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 21 giugno 1990)
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