L'intervallo

ITALIA, SVIZZERA, GERMANIA - 2012
4/5
L'intervallo
Salvatore e Veronica: un ragazzo e una ragazza troppo cresciuti rinchiusi in un edificio abbandonato in veste, rispettivamente, di carceriere e prigioniera. Dapprima fanno fatica a relazionarsi l'uno all'altro, ma con il passare delle ore si ritrovano a parlare dei loro sogni e dei loro desideri di adolescenti, che per forza di cose hanno dovuto mettere da parte. Arrivano persino a pensare di organizzare una fuga prima che la banda da cui sono stati rinchiusi faccia ritorno...
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: TEMPESTA E AMKA FILMS PRODUCTIONS IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA, IN COPRODUZIONE CON RSI RADIOTELEVISIONE SVIZZERA SRG SSR, ZDF/DAS KLEINE FERNSEHSPIEL, IN COLLABORAZIONE CON ARTE
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE-CINECITTÀ
  • Data uscita 5 Settembre 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Veronica e Salvatore. Due ragazzini intrappolati in un gioco da grandi. Un gioco di camorra: la reclusione. In uno stabile fatiscente, multiforme, sterminato, uno spazio per un intervallo forzato o forse, chissà, liberatorio. Veronica, scopriremo, ha un amichetto che non deve avere per logiche di clan, Salvatore è chiamato a sorvegliarla, ma è un recluso pure lui. Lei è troppo cresciuta e freme per la libertà, lui fa mostra di pacatezza, comando e controllo. Così non è. Sono uguali più che contrari, e in quell'hortus conclusus che di poetico non ha nulla sapranno trovare un locus amoenus, che di salvifico può avere qualcosa. Non mancano parentesi da Laguna blu, fughe da fermo e aneliti adolescenziali, soprattutto pensieri in libera uscita, destinazione Isola dei famosi e non solo, bloccati, controvertiti dal qui e ora di esecuzioni sommarie, tre colpi alla nuca. E se questa fosse la fine di Veronica?
E' L'intervallo, primo film di finzione dell'ischitano Leonardo Di Costanzo, il valente documentarista di A scuola e Prove di stato.
Scritto con Mariangela Barbanente e Maurizio Braucci, prodotto da Tempesta (Corpo celeste di Alice Rohrwacher), gareggia al Lido nella sezione Orizzonti. Braucci, tra le altre cose, è il co-sceneggiatore di Gomorra, e L'intervallo potrebbe legittimamente esserne uno degli episodi per mood, location e anche per stile: camera a mano, illuminazione artificiale al lumicino, tensione di cinema-verità, con l'immaginazione adolescenziale a scavalcare il muro dell'omertà, la sottomissione e la realtà coatta di tante nostrane periferie poco romanzesche e molto criminali.
Un piccolo film, indipendente secondo gli stilemi italiani, affidato alla bravura dei due giovani protagonisti Francesca Riso e Alessio Gallo - scovati con un laboratorio di coaching a Napoli - e issato su una storia tragicamente ordinaria, un'attesa di scioglimento senza climax, strappata ai trafiletti di cronaca locale. Non c'è spettacolo, e come altrimenti, ma forse potrebbe esserci più emozione. Aiuterebbe a fare di questo Intervallo una pausa allettante per un pubblico più vasto, ma abbiamo un dubbio: e se fosse la realtà a non concedere altrimenti? Del resto, Gomorra non conosce intervalli. Ma qui anziché il come c'è il perché, l'atmosfera ideologica, la temperatura umana del sistema camorristico, affidato ai pensieri in libera uscita di due giovani carcerati. Romeo e Giulietta, forse.

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI: UFFICIO FEDERALE DELLA CULTURA (DFI), SVIZZERA, CON LA PARTECIPAZIONE DI CINETECA DI BOLOGNA, CON LA COLLABORAZIONE DI FILM COMMISSION REGIONE CAMPANIA E TEATRO STABILE DI NAPOLI.

- FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE CON SOSTEGNO DAL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA.

- PREMIO FIPRESCI COME MIGLIOR FILM 'ORIZZONTI' E 'SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA', PREMIO FRANCESCO PASINETTI (SNGCI), PREMIO CICT-UNESCO "ENRICO FULCHIGNONI", PREMIO FEDIC, PREMIO LANTERNA MAGICA (CGS), PREMIO AIF-FORFILMFEST, PREMIO UK-ITALY CREATIVE INDUSTRIES AWARD-BEST INNOVATIVE BUDGET ALLA 69. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2012).

- DAVID DI DONATELLO 2013 A LEONARDO DI COSTANZO COME MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE.

- NASTRO D'ARGENTO 2013 PER LA MIGLIOR FOTOGRAFIA (LUCA BIGAZZI É STATO PREMIATO ANCHE PER "LA GRANDE BELLEZZA" DI PAOLO SORRENTINO E "UN GIORNO SPECIALE" DI FRANCESCA COMENCINI). LE ALTRE CANDIDATURE ERANO: MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE E SOGGETTO.

CRITICA

"La più bella sorpresa di questa Mostra è un film italiano, l'esordio nel cinema di finzione di Lorenzo Di Costanzo con 'L'intervallo', presentato nella sezione Orizzonti. Il titolo, forse l'unico neo in un film per cui vorrei scomodare la parola «capolavoro», rimanda un po' cripticamente alla pausa, alla «sospensione» della vita quotidiana cui sono costretti due adolescenti napoletani. (...) Solo apparentemente semplice e spontanea ma in realtà puntigliosamente sceneggiata (...) e preparata con prove durate mesi, l'azione dei due protagonisti si snoda lungo due fondamentali direttive. Da una parte la forza della loro fantasia e della loro vitalità, capace di trasformare un ambiente fatiscente e abbandonato in una specie di regno delle favole, dove una cantina allagata diventa il mare e un giardino incolto quasi una foresta, mentre ogni sussurro si trasforma nell'eco di un fantasma. Dall'altra c'è il peso della realtà, con la logica delle guerre di quartiere, del potere territoriale, degli sgarri e delle offese, dove quella del più forte è l'unica legge accettata. Tra questi mondi che così male si conciliano tra loro, i due ragazzi devono trovare la propria strada, che potrebbe essere fatta di ribellioni o di compromessi, di libertà o di sottomissioni. (...) Il risultato è un film straordinario, forte e teso come un colpo di fucile, vero ed emozionante, in perfetto equilibrio tra la precisione della messa in scena e la forza espressiva dei suoi interpreti (...), da cui si esce con la testa piena di suggestioni e domande, rappacificati con un cinema che sa sfruttare fino in fondo tutte le possibilità che ha a sua disposizione." (Paolo Mereghetti, 'Il Corriere della Sera', 5 settembre 2012)

"'L'intervallo' è così bello che molti si chiederanno come mai non fosse nel Concorso principale (...). Di Costanzo viene dal cinema della realtà, e si sente nel peso e nella densità che ha ogni immagine, ogni parola del suo film, girato con due giovanissimi attori esordienti pieni di grazia e mistero, Francesca Riso e Alessio Gallo. (...) La sceneggiatura, molto efficace (scritta dal regista con Maurizio Braucci e Mariangela Barbanente), in fondo ricorda 'Una giornata particolare di Scola'. (...) Difficile rendere con più malinconia, e poesia, uno dei sentimenti dominanti oggi in Italia." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 5 settembre 2012)

"II lato B di Gomorra. Non il come, ma il perché del sistema camorristico: introspezione e riflessione. Senza dimenticare i suoi ottimi documentari, Leonardo Di Costanzo esordisce alla finzione, e reclude due adolescenti (i debuttanti Francesca Riso e Alessio Gallo) in uno stabile fatiscente a Napoli. (...) La salvezza si chiama immaginazione, e il regista dà briglia sciolta: oltre la denuncia, l'intervallo buono per fermarsi e capire. È in sala: non perdetelo, poesia criminale." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 5 settembre 2012)

"Meglio 'L'intervallo' che il primo e il secondo tempo del cinema italiano, meglio il detour del format. Il film d'esordio del documentarista Leonardo Di Costanzo è il titolo da spedire ai grandi festival internazionali, opera che si divincola dai tic formali e di genere e vola via come i pettirossi che «hanno paura della notte» e cantano nell'edificio diroccato di Napoli, un ex ospedale psichiatrico meraviglioso, un labirinto emozionale dove Salvatore (Alessio Gallo) e Veronica (Francesca Riso) si incontrano. Non sarà una promessa, 'L'intervallo' è già oltre gli 'Orizzonti', destinazione e sezione scelta dalla Mostra, con il suo incanto da fiaba di periferia, i dialoghi rock di un napoletano sincopato e di due ragazzini vagabondi in uno spazio misterioso, attraversato da creature degne di Miyazaki, presenze di altri mondi, apparizioni improvvise affondate nella melma dei sotterranei e nel giardino fatato, un gufo uscito dalle pagine di Poe, una nidiata di cuccioli rifugiati, il fantasma di una bambina suicida... (...) Variazione sul tema 'lo e te' di Bertolucci, il film abita in un luogo chiuso, nel film un collegio dismesso, ring per i due adolescenti che non vogliono stare «né da una parte e dall'altra», ma volar via come l'aereo in transito su Napoli, costante richiamo alla fuga per Veronica, insofferente al suo secondino per caso. (...) Il regista 54enne di Ischia ha osato il passaggio alla narrazione, e dato agli abitanti del suo cinema una partitura libera nella bellissima fotografia di Luca Bigazzi e nel montaggio jazz di Carlotta Cristiani. Un film che si posa sul viso di chi è sempre fuori quadro, e si confonde con le foglie e le pietre, e che sprigiona qualcosa di gioioso anche nel profondo dark, Veronica con i fiori in dono davanti al ritratto della sua coetanea morta per non restare sola, proprio come lei. Dolcemente comico nei dialoghi dell'assurdo, 'L'intervallo' segue da vicino i suoi «eroi» abbandonati per un giorno, prigionieri finalmente liberi." (Mariuccia Ciotta, 'Il Manifesto', 5 settembre 2012)

"Un tempo sospeso dove riappropriarsi di sogni, speranze e della capacità di essere leggeri. 'L'intervallo' è un luogo altro dove perdersi in una favola di adolescenti. Mai come quest'anno alla Mostra si riflette sulla condizione dei giovani, sulle loro disperanti prospettive di vita. (...) "L'intervallo' di Leonardo Di Costanzo (Orizzonti), mette in gioco due ragazzini, lei rinchiusa in una scuola abbandonata dal suo capoquartiere perché ha fatto uno sgarro, lui, il suo mite e riottoso guardiano. In questo spazio, soli, finalmente tornano bambini, si raccontano storie di possibile salvezza, favole, immaginario distorto dalla loro breve ma tragica esperienza. Ma non durerà perché la vita vera bussa alla loro porta sgangherata. Finalmente un film dal finale non buonista, girato con maestria, senza luci artificiali, con macchine a spalla per seguire i due protagonisti ovunque." (Michela Tamburrino, 'La Stampa', 5 settembre 2012)

"Come si forma e sedimenta la mentalità camorristica attraverso due adolescenti, il cui pensiero è ancora in formazione? È uno degli interrogativi che il regista Leonardo di Costanzo si pone nella sua opera prima 'L'intervallo' (presentata alla Mostra di Venezia in Orizzonti e distribuito nelle sale da Cinecittà Luce). (...) Nonostante le difficoltà di girare a Napoli, il regista non si lascia trasportare dagli stereotipi legati alla città partenopea, ma trova altre interessanti chiavi di lettura. Bravissimi i due protagonisti esordienti, scelti dopo un casting con oltre 200 ragazzi, da cui ne sono stati selezionati dieci. Fondamentale è stata anche l'indovinata scelta del luogo abbandonato dove girare, «che ha condizionato, con i suoi spazi, la scrittura». All'ombra della realtà, ad un passo dall'infanzia e dall'inferno della vita degli adulti, i due ragazzi si ritrovano nei ruoli di un riluttante carceriere e di una spavalda prigioniera tra le mura fatiscenti di un enorme edificio abbandonato." (Dina D'Isa, 'Il Tempo Roma', 7 settembre 2012)
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