L'INSAZIABILE

RAVENOUS

USA, REPUBBLICA CECA, MESSICO, GRAN BRETAGNA, SLOVACCHIA - 1999
L'INSAZIABILE
Siamo nel 1847. Un gruppo di soldati rifugiatosi in un forte isolato tra le nevi della Sierra Nevada si deve adattare ad una strenua lotta per la sopravvivenza. Boyd, il capitano, cerca di ricorrere ad ogni stratagemma per salvare se stesso ed i suoi uomini dall'insidia rappresentata da un altro ufficiale che li sta braccando. Si chiama Colqhoun, un capitano spedito per punizione in quelle zone desolate e che ha sviluppato una particolare predilezione per la carne umana. Quando Colqhoun si insinua tra gli altri, la vita nel forte non è più la stessa. La tensione sale e gli scontri tra gli uomini sono sempre più cruenti. Colqhoun ferisce Boyd che per guarire si vede costretto a mangiare la carne del maggiore Knox morto. Boyd guarisce. Lui e Colqhoun sono di nuovo di fronte. Lottano ferocemente tra loro e alla fine rimangono chiusi in una tenaglia. Quando arriva il generale, entrambi sono ormai morti. Il generale va in giro per il forte, nella cucina assaggia il brodo e dice che è buono.
  • Altri titoli:
    VORAZ
  • Durata: 129'
  • Colore: C
  • Genere: METAFORA
  • Produzione: ADAM FIELDS, DAVID HEYMAN PER 20TH CENTURY FOX - ETIC FILM - ENGULF & DEVOUR PROD., INC. - FOX 2000 PICTURES - HEYDAY FILMS
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA (1999) - 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT

CRITICA

"Naturalmente l'inglese Antonia Bird, che ha sostituito sul set il macedone Milcho Manchevski, sfrutta la cornice da western di montagna, un po' alla 'Corvo rosso non avrai il mio scalpo', per impaginare un film terrorizzante, grandguignolesco, che gronda sangue da ogni inquadratura, pur senza rinunciare a un tocco di macabra ironia. Il mix funziona per una buona metà, peccato che poi la resa dei conti si porta dietro un sovrappiù di effettacci tale da trasformare 'L'insaziabile' in un duello tra vampiri o giù di lì. Ma Carlyle, capello lungo, barba folta e sguardo demoniaco, sfodera una speciale crudeltà ferina nell'impersonare il capo dei cannibali, mentre Guy Pearce, bello e istologico pure lui, incarna i dubbi dell'uomo di fronte a quell'insano miraggio di onnipotenza". (Michele Anselmi, 'L'Unità', 24 agosto 1999).
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