L'impero del Sole

Empire of the Sun

USA - 1987
L'impero del Sole
Nel 1941 il ragazzo inglese Jim Graham - dieci anni - vive a Shangai in mezzo agli agi con l'hobby immaginifico degli aerei-giocattolo. Durante l'invasione della Cina da parte dei Giapponesi, nella confusione della fuga, Jim perde i genitori. Dopo lungo vagabondare, rientra nella villa deserta e vi rimane finché, esaurite le provviste, si avventura in bicicletta per Shangai, pattugliata dai Giapponesi. Quasi investito da due spregiudicati americani, Basie e Frank Demerest, viene catturato con loro dai Giapponesi e rinchiuso in un campo di concentramento. Qui Jim vive gli anni difficili del passaggio dall'infanzia all'adolescenza. Si rende utile ai prigionieri, dedicandosi con furbizia, come si trattasse di un gioco, a un piccolo commercio fatto di scambi di oggetti. E' infatuato dello scaltro Basie, trasfigurato in eroe dalla sua fantasia, ma è sensibile alla dedizione e al coraggio del dottor Rawlins, il medico inglese del campo, che gli fa anche da insegnante. Gioca a lanciare il suo aereo giocattolo con un coetaneo giapponese, intravvisto al di là del filo spinato, in mezzo ai militari che presidiano il campo. Lasciato libero con gli altri prigionieri dai Giapponesi in rotta, assiste a distanza al bagliore della bomba atomica che porrà fine al conflitto. Riunito ad altri fanciulli dispersi, ritrova la madre e, tra le braccia di questa, abbassa sfinito le palpebre.
  • Durata: 152'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANORAMICA, PANAVISION, TECHNICOLOR
  • Tratto da: romanzo omonimo di J.G. Ballard
  • Produzione: STEVEN SPIELBERG, KATHLEEN KENNEDY, FRANK MARSHALL PER AMBLIN ENTERTAINMENT, WARNER BROS. PICTURES
  • Distribuzione: WARNER BROS ITALIA (1988) - WARNER HOME VIDEO (MINI SCUDI)

CRITICA

"Spielberg ha realizzato un'opera a dir poco monumentale anche se ambigua nella descrizione del Giappone". ("Teletutto")

"Kolossal da 35 millioni di dollari che, nonostante la bellezza di sequenze memorabili (splendidi i primi 40 minuti), non riesce a essere, come vorrebbe, una saga sull'innocenza perduta". ("Telesette")

"Il film si sviluppa con dovizia d'immagini, situazioni ed emozioni, come un immenso affresco, rievocante la tragedia della seconda guerra mondiale, vista con gli occhi di un bambino. Protagonista è il piccolo Jim, intelligente, vivacissimo e senza malizia, costretto brutalmente dagli eventi all'impatto con l'assurdo della violenza, che contrappone paesi a paesi, uomini ad altri uomini, e persino bambini a bambini. Ma protagonista è anche la gente anonima - cinesi, giapponesi, inglesi e americani - ugualmente travolta dalle ambizioni incomprensibili dei potenti, in una coralità che la accomuna, nella bufera micidiale di eventi di cui ignora ogni perché. Ne è simbolo emblematico il fanciullo, sgomento sì, per l'inesorabile allontanarsi dei genitori, dai quali lo separa fatalmente la marea della folla resa cieca dal panico, ma candidamente fiducioso nella gente, senza distinzione di amici o nemici. A tutti tende le braccia, chiede aiuto, dichiara di arrendersi, vanta convinto le proprie generalità, promette compensi come in un grande gioco che si ricollega alle avventure familiari dei suoi fumetti e delle sue fantasie. Stupito dall'inizio alla fine dalle assurdità della guerra - a cominciare dal ceffone alla domestica fino al bombardamento che non risparmia neppure il campo, e durante il quale grida e si esalta come davanti a una variante fantastica dei suoi giochi aeronautici - ne esorcizza inconsciamente le atrocità, trasfigurandole in gioco con l'inesauribile fantasia dell'innocenza. (...)." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 104, 1988)
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