L'imperatore del Nord

Emperor of the North Pole

USA - 1973
L'imperatore del Nord
Nel 1933 l'America è dilaniata dalla crisi economica. Il paese è pieno di disoccupati e di vagabondi in cerca di lavoro. Specialmente sui treni si consuma l'emarginazione di questa povera gente che cerca di attraversare lo stato sui vagoni merce in modo clandestino. Ma a fare la guardia su questi convogli c'è Shack, feroce guardiano senza scrupoli capace di uccidere a martellate i vagabondi che sorprende a bordo dei suoi treni. Numero Uno, il vagabondo più famoso per la sua incredibile capacità di scroccare passaggi senza farsi notare, lo sfida giurando che riuscirà a nascondersi ai suoi occhi per l'intero percorso...
  • Altri titoli:
    Emperor of the North
  • Durata: 122'
  • Colore: C
  • Genere: AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAVISION, EASTMANCOLOR, DE LUXE
  • Tratto da: ispirato a un racconto di Jack London
  • Produzione: STAN HOUGH PER 20TH CENTURY FOX, INTER HEMISPHERE
  • Distribuzione: FOX - 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT

NOTE

- REVISIONE MINISTERO MARZO 2000.

CRITICA

"Storia di un duello all'ultimo sangue tra un feroce capotreno e un astuto clandestino e, al tempo stesso, del contrasto tra quest'ultimo, violento ma con sentimento, e un suo emulo spaccone ma vigliacco, il film vorrebbe comporre un quadro dei travagli sociali dell'America in crisi. Il bieco difensore degli interessi dei padroni, il romantico assertore del diritto a 'viaggiare' cioè a 'vivere' anche dei nullatenenti, il baldanzoso e giovane rivoluzionario, simbolo della violenza pura, disumana, camuffata da ideali proletari. Realizzato a mo' di ballata la vicenda finisce per scivolare nell'avventura per l'avventura. Come tale, non manca indubbiamente di suspense, mentre il robusto seppur manierato mestiere degli interpreti riesce a dare un qualche spessore psicologico ai rispettivi personaggi." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 76, 1974)

"Spettacolare e robusto filmone d'avventure di Robert Aldrich, condito di epiche scazottate, con aggiunta di violentissime botte all'ultimo sangue e di una buona dose di suspense. Se il fiero Lee Marvin è un asso, il bieco Ernest Borgnine è un portento. Alle nostre disastrate ferrovie, per risanare il bilancio, farebbe veramente comodo un controllore così". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 28 gennaio 2001)
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