L'età giovane

Le jeune Ahmed

BELGIO, FRANCIA - 2019
2/5
L'età giovane
Un adolescente belga trama di uccidere la propria insegnante dopo aver abbracciato un'interpretazione estremista del Corano.
  • Altri titoli:
    Young Ahmed
  • Durata: 84'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: (1:1.85), ARRI ALEXA 65
  • Produzione: JEAN-PIERRE DARDENNE, LUC DARDENNE PER CENTRE DU CINÉMA ET DE L'AUDIOVISUEL DE LA FÉDÉRATION WALLONIE-BRUXELLES
  • Distribuzione: BIM
  • Data uscita 31 Ottobre 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Un tredicenne pronto a uccidere la propria insegnante, in nome del “vero Islam”. Belgio, oggi, Ahmed (Idir Ben Addi) diventa più realista del re, ovvero l’imam di una moschea fondamentalista Youssouf (Othmane Moumen), e mette nel mirino la sua professoressa Inès (Myriem Akheddiou): riusciranno la madre, la sorella Louise, il giudice, lo psicologo, la fattrice che se ne innamora a farlo desistere dal suo proposito omicida, ovvero a penetrare e bonificare le ragioni della sua radicalizzazione islamica?

In Concorso a Cannes 72, è Le jeune Ahmed dei fratelli registi e sceneggiatori belgi Jean-Pierre e Luc Dardenne, vincitori della Palma due volte (Rosetta, 1999; L’enfant, 2005). Non è questo l’anno per il tris, giacché il film solleva soprattutto una domanda: fratelli, dove siete?
Programmatico e schematico, semplicistico e stolido, vanifica l’interessante punto di partenza, l’osservazione di come una personalità non formata possa venire assorbita da un’idea-mondo, invasiva, totalizzante, massimalista: succede ad Ahmed, e l’innesto, l’inception avrà conseguenze devastanti e irreversibili.

Certo, il tema è tragicamente attuale, il consueto tallonamento dei Dardenne potrebbe essere analiticamente valido, e la loro bravura nel dirigere i giovani è comprovata, eppure, Le jeune Ahmed si fa impadronire dalla stessa rozzezza che anima l’adolescente jihadista, e non che “giochi a specchio” intenzionalmente.

C’è una palese difficoltà di sintesi di e sintonizzazione su il fondamentalismo, da cui viene una storia tagliata con l’accetta, a fondo cieco e scimunita come il ragazzino che inquadra: proprio così, si rischia di derubricare a problema di crescita, esternalità negativa di un’abbacinante immaturità, se non che il finale fa di peggio, eccome.

Non sveliamo niente, tranquilli, eccetto una cosa: non è riuscito Le jeune Ahmed. E dopo il già insoddisfacente La ragazza senza nome (2016) abbiamo una prova: i Dardenne stentano, eccome.

NOTE

- PALMA D'ORO PER LA MIGLIOR REGIA AL 72. FESTIVAL DI CANNES (2019).

- ALLA XVII EDIZIONE DI 'ALICE NELLA CITTÀ (2019), SEZIONE AUTONOMA E PARALLELA DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA, FUORI CONCORSO
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy