L'esplosivo piano di Bazil

Micmacs à tire-larigot

FRANCIA - 2009
2/5
L'esplosivo piano di Bazil
Bazil, sognatore dal cuor gentile, non ha avuto grande fortuna con le armi: la prima l'ha reso orfano, la seconda avrebbe potuto ucciderlo all'istante. Dimesso dall'ospedale, Bazil viene accolto da una banda di rigattieri - dai talenti e dalle aspirazioni tanto sorprendenti quanto diversificati - che vivono in una sorta di caverna di Ali Babà; sono Remington, Calculator, Buster, Slammer, Elastic Girl, Tiny Pete e Mama Chow. Insieme a loro, Bazil metterà in atto una rocambolesca vendetta contro i fabbricanti di armi che hanno causato tutte le sue sofferenze...
  • Altri titoli:
    Micmacs
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, POLIZIESCO
  • Produzione: EPITHETE FILMS, TAPIOCA FILMS, WARNER BROS. ENTERTAINMENT FRANCE
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES (2010)
  • Data uscita 17 Dicembre 2010

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RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Se agito nello shaker i miei cocktail preferiti ne ottengo uno più buono. Deve aver pensato così Jean-Pierre Jeunet quando ha concepito L'esplosivo piano di Bazil. Fatto sta che l'intenzione di realizzare un distillato del suo miglior cinema - unire la vena dissacratoria di Delicatessen alla malinconica leggerezza di Amélie - si è risolta in un miscuglio insapore, somma zero di satira e poesia, omaggi e riciclaggi. Protagonista un videotecaro (Dany Boon) che si muove come Chaplin, esiste come Keaton e sogna il Grande sonno (non quello dei narcolettici, ma il classico con Bogart e Bacall, da cui Jeunet ruba pure lo score di Max Steiner). Non avvezzo ai colpi di testa, ne riceverà uno dritto in fronte, il proiettile della discordia da cui partirà, complice una banda di diseredati, la riscossa sperata. Per quella di Jeunet bisogna invece attendere: il suo cinema, 6 anni dopo Una lunga domenica di passioni, è ancora sotto formalina. Squilibrio e inventiva, barocco e design sono sempre lì, ma come espressioni di un caro estinto, imbalsamate e insincere. Estemporaneo, riepilogativo, e nel complesso soporifero, Bazil è nella filmografia di Jeunet il depliant e il Bignami. Un faticoso ripasso e il colpo rimasto in canna.

CRITICA

"Un altro 'fantasioso mondo' parigino come quello di Amélie emerge, negli stessi toni giallo pastello e seppia, dalle vicende di Bazil, il caratterista Dany Boon ('Giù al Nord'). (...) Tra bambinate e poesia alla Chaplin, un film che incanta." (Cinzia Romani, 'Il Giornale', 17 dicembre 2010)

"Malgrado l'aspetto rude, cranio rasato e fisico corpulento, Jean-Pierre Jeunet, 57 anni, ha il candore infantile dei suoi personaggi cinematografici, la sua creatura di maggior successo, Amélie, e l'ultimo nato Bazil." (Arianna Finos, 'La Repubblica', 17 dicembre 2010)

"Arrivano i rigattieri. Basta rientrare nel meraviglioso universo cinematografico di Jean-Pierre Jeunet. L'inventore/regista de 'II favoloso mondo di Amelie' e 'La città dei bambini perduti' torna dopo sei anni in sala (...) con 'Micmacs à tire-larigot', titolo gergale che in italiano è diventato 'L'esplosivo piano di Bazil'. (...) Jeunet ripropone le sue peculiari coordinate poetico/estetiche: morale da fiaba moderna con poveri stravaganti cristi in ambasce, spettacolari e repentini movimenti di macchina per deformare le tradizionali prospettive. Micmacs è una favola/parabola alla Davide contro Golia, dove i trafficanti d'armi non soccombono tanto alla giustizia universale, quanto alla forza e alle ragioni di una politicissima fantasia: spassoso tourbillon di trucchetti e caratterizzazioni a cui soggiacciono etica del riciclo e funzionalità globalizzanti di youtube." (Davide Turrini, 'Liberazione', 17 dicembre 2010)
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