L'esorcista

The Exorcist

USA - 1973
Regan, dodicenne figlia dell'attrice MacNeil, in occasione di un ricevimento in casa propria inesplicabilmente dimostra segni di squilibrio mentale. La madre, preoccupata, ricorre a luminari che sottopongono la fanciulla sventurata a molteplici indagini e dolorose terapie, finendo con il confessare l'incapacità della scienza. Rumori inesplicabili e altri fenomeni, le indagini di Kinderman sulla strana morte di un regista amico di famiglia, tutto induce la madre atea a ricorrere al padre gesuita Karras. Questi, laureato in medicina e specializzato in psichiatria, tende a spiegare il caso di Regan come un fenomeno naturale; tuttavia, indotto da numerosi elementi, è costretto ad ammettere la "possessione" diabolica e a ricorrere al vescovo per l'esecuzione dell'esorcismo. Il rito viene compiuto da un anziano e preparato sacerdote con l'assistenza dello stesso Karras: Regan torna alla normalità; ma l'esorcista muore per apoplessia e padre Karras, a sua volta posseduto, si butta dalla finestra.

CAST

NOTE

- PRIMA PROIEZIONE: 19 GIUGNO 1973. NEL 2013, IN OCCASIONE DEL 40. ANNIVERSARIO, LA NEXO DIGITAL PORTA IN SALA LA NUOVA EDIZIONE RESTAURATA E DIGITALIZZATA NELLA VERSIONE DIRECTOR'S CUT, CON AGGIUNTI 11 MINUTI DI SCENE ELIMINATE NELL'EDIZIONE DEL 1973.

- OSCAR 1973 PER: MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE E SONORO. ERA CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR FILM, REGIA, FOTOGRAFIA, MONTAGGIO, ARREDAMENTO, ATTRICE PROTAGONISTA (ELLEN BURSTYN), ATTORE NON PROTAGONISTA (JASON MILLER) E ATTRICE NON PROTAGONISTA (LINDA BLAIR).

- GOLDEN GLOBE 1974 PER: MIGLIOR FILM, REGIA, SCENEGGIATURA E ATTRICE NON PROTAGONISTA (LINDA BLAIR, CANDIDATA ANCHE COME MIGLIOR ESORDIENTE). ERA CANDIDATO ANCHE PER MIGLIOR ATTRICE (ELLEN BURSTYN) E ATTORE (MAX VON SYDOW) NON PROTAGONISTA.

CRITICA

"Se uno dei migliori incassi delle ultime settimane è un film del 1942 ('To Be Or Not To Be' di Ernst Lubitsch, se non l'avete visto recuperatelo ad ogni costo), perché non segnalare l'arrivo nelle sale, solo oggi, di un altro gioiello del passato? 'L'esorcista' ha 40 anni e viene proiettato in copia digitale e integrale: significa che potrete vedere i segni quasi subliminali del maligno che 40 anni fa, al cinema, non erano visibili. Attenzione: è un film che può far male. William Friedkin, fresco premio Oscar per 'Il braccio violento della legge' (uno dei migliori polizieschi mai girati), era in quel momento il regista più «caldo» di Hollywood. Ispirandosi a un romanzo di William Peter Blatty firmò quello che all'epoca parve l'horror definitivo, ma che a distanza di decenni va considerato qualcosa di ancora più sconvolgente. La possessione della ragazzina Regan (è il nome di una delle tre figlie del Re Lear, ovviamente non casuale) entra nella quotidianità della sua famiglia in modo subdolo, ed esplode nella seconda parte quando la lotta contro il Male richiede tutte le forze di padre Karras e dell'esorcista padre Merrin (un immenso Max Von Sydow). A un primo livello il film potrebbe sembrare la messa in discussione della fede dei due religiosi; a una lettura più attenta - e molto più spaventosa - 'L'esorcista' è un film diretto ai laici, la cui certezza sulla non esistenza del diavolo viene messa robustamente in crisi. In italiano la voce della creatura che possiede Regan era di Laura Betti, in originale della grande attrice Mercedes McCambridge. Ellen Burstyn e Linda Blair sono le fantastiche protagoniste." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 20 giugno 2013)

"Forse avrebbe voluto un titolo diverso, tipo 'Il braccio violento del demonio', visto che due anni prima il suo 'Braccio violento della legge' aveva vinto cinque Oscar e che quello de 'L'Esorcista', il romanzo di William Peter Blatty da cui aveva deciso di trarre uno dei film più discussi della storia, non gli piaceva proprio. Ma esattamente il 19 giugno di quarant'anni fa - e per questo il film torna soltanto per oggi in duecento sale, in una versione digitale e integrale con undici minuti aggiunti che non si videro nel 1973 - la terrificante storia dell'indemoniata Regan (fu scelta la quattordicenne Linda Blair) risparmiata alla fine dalla morte grazie a un lungo esorcismo, travolgeva le sale americane, accendendo poi discussioni nelle platee disorientate di mezzo mondo. Un caso non solo cinematografico, montato ad arte attraverso una comunicazione globale, perché nessuno prima di William Friedkin (...) aveva avuto il coraggio di affrontare la presenza del diavolo nel corpo e nella mente di una ragazzina con tale virulenza. Immagini forti e crude, supportate da una sceneggiatura perfetta e da una recitazione di altissimo livello e, nonostante tutto, da un equilibrio, mai più raggiunto da nessuna pellicola del successivo filone demoniaco, tra dimensione puramente onorifica e addentellati volutamente religiosi. (...) Friedkin non ritrae in modo semplicistico la lotta col male e nemmeno crea dei vincitori veri e propri, non ne fa insomma un film di propaganda. Anzi, è un'opera molto tormentata, cupa, che tende sin dall'inizio a responsabilizzare lo spettatore. Lo fa attraverso il suo bisogno di essere spaventato, direi colpevolizzato. Può non piacere, ma sicuramente nessuno c'è riuscito meglio di lui»." (Luca Pellegrini, 'Avvenire', 19 giugno 2013)

"Salghino, signori, sull'ottovolante di Belzebù per un viaggio folle e repellente nelle viscere dell'inconscio. All'epoca fu uno straordinario, e immeritato, successo: ma la gente che faceva la fila alla cassa, immancabilmente si rimetteva in coda davanti alla toilette. Come cambia il mondo: trent'anni dopo le risate sovrastano i brividi". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 7 luglio 2001)
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