L'esorcista: la genesi

Exorcist: the Beginning

USA - 2004
L'esorcista: la genesi
Prequel e quarto episodio della serie basata sulle vicende tratte dal romanzo di William Peter Blatty. In questo film Padre Merrin, perseguitato dai ricordi delle sofferenze subite in Olanda dai suoi parrocchiani durante la Seconda Guerra Mondiale, abbandona il suo paese. Al Cairo, dove si trova di passaggio, gli viene offerto di partecipare a una spedizione archeologica in Kenya, nel Turkana. Merrin, un archeologo che ha studiato a Oxford, deve ritrovare un'antica reliquia nascosta all'interno di una chiesa cristiana bizantina che è stata riportata alla luce. Ma sotto la chiesa c'è qualcosa di molto più antico in attesa di tornare alla luce. Il Vaticano manda Padre Francis, un giovane missionario idealista, a controllare che gli scavi rispettino i precetti religiosi e toccherà a lui cercare di riavvicinare alla fede Padre Merrin che nel frattempo se ne è allontanato. Ad aiutare entrambi c'è la dottoressa Sarah Novack che è arrivata fin li perché vuole compensare le ingiustizie del mondo. Padre Merrin si scontrerà con le forze del male nel luogo dove ha avuto origine, rappresentate dal demone Pazuzu che ha preso possesso di un ragazzo, e vedrà ancora una volta scorrere a fiumi sangue innocente.
  • Altri titoli:
    Exorcist IV: the Beginning
    Exorcist IV: the Beginning
    Exorcist: Dominion
    Exorcist Prequel
  • Durata: 114'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR, THRILLER
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: romanzo "l'esorcista" di William Peter Blatty
  • Produzione: WILL RAEE E JAMES G. ROBINSON PER MORGAN CREEK PRODUCTIONS, DOMINION PRODUCTIONS
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES (2004)
  • Data uscita 12 Novembre 2004

RECENSIONE

di Luca Pellegrini
Diavolo d'un Pazuzu! Dopo aver messo a soqquadro la vita, la casa e la camera da letto di Linda Blair a Washington nel 1973 - complice William Friedkin - e creato non pochi grattacapi a mamma, medici e sacerdoti, scopriamo che qualche decennio prima aveva preso stabile dimora in Kenya, nientemeno che nell'esatto luogo il cui il suo padrone, lucifero, era stato precipitato, sconvolgendo anche lì le abitudini tribali degli abitanti e quelle missionarie di alcuni uomini e donne di buon cuore. Non contento, il nostro diavolo assiro sembrerebbe essersi gettato fin dal principio a capofitto anche nella produzione di questo cosiddetto prequel, L'esorcista: la genesi, creando ritardi, sostituzioni, incidenti, litigi che hanno sicuramente nuociuto all'esito di un progetto partito oltre due anni fa e che poteva approdare forse a migliori risultati. In successione: dopo aver evitato il primo candidato alla regia, tale Tom McLoughlin, pronto per realizzare un B movie, arriva John Frankenheimer che accetta di girare il film e chiama Liam Neeson nella parte di Padre Merrin (lo ricordate? Era Max Von Sydow) con partecipazione straordinaria di Alessandra Martines. Bene. Anzi, male, perché il regista muore nel luglio del 2002. Il progetto si blocca, poi passa a Paul Schrader. Cambia anche il protagonista. Tocca allo svedese Stellan Skarsgård interpretare il coraggioso sacerdote. Non si gira più in Marocco, Stati Uniti e Inghilterra, ma tutto a Roma. Per fortuna con le luci di Vittorio Storaro. Si arriva quasi alla fine. Ma stavolta è il produttore, Jim Robinson, a scombinare le carte: questo Esorcista non funziona, troppo metafisico, troppo poco sangue. Via il regista e arriva il mediocre Renny Harlin. Il quale, dopo essersi rotto una gamba per un incidente automobilistico due settimane prima dell'inizio delle nuove riprese, le riesce finalmente a terminare, avendo rifatto il 90% del precedente film di Schrader ed inserito nel cast l'ex "bond girl" Isabella Scorupco. Fin dall'inizio, poi, William Peter Blatty, l'autore del primo romanzo ed il regista del secondo sequel, non si è trattenuto dallo sparare a zero (e forse giustamente) sul nuovo soggetto di Caleb Carr. Che, in effetti, non racconta nulla di nuovo e non si aggancia minimamente alla successiva, terribile storia della dodicenne Regan. Lei faceva sì una gran impressione, qui Pazuzu sembra assai più disorientato e alla ricerca di un film degno di lui.

NOTE

- IL REGISTA JOHN FRANKENHEIMER CHE DOVEVA DIRIGERLO E' MORTO IL 6 LUGLIO 2002, PRIMA DELL'INIZIO DELLE RIPRESE.

- SUPERVISORE EFFETTI SPECIALI AL TRUCCO: GARY TUNNICLIFFE.

CRITICA

"Un prequel trent'anni dopo il capolavoro. Cine-logica vorrebbe coerenza di atmosfere, potente corrispondenza di introspezione, lotta anche olfattiva tra incenso e zolfo. Abissi dell'anima sui quali scommetteva la versione del regista Paul Schrader alla quale il produttore Robinson ha preferito l'horror di Renny Harlin. Qui si punta a far vincere la logica del botteghino: Merrin somiglia a Indiana Jones e viene passato in rassegna tutto il repertorio più classico della paura e dell'orribile visu: iene sanguinarie, feti cosparsi di vermi, possessioni squassanti, volti ulcerati. Ma trent'anni dopo, terribile ammetterlo, impressionano di più i reportage dall'Iraq." (Leonardo Jattarelli, 'Il Messaggero', 12 novembre 2004)

"Estinto il filone edificante ('La mia via', 'Le campane di Santa Maria', 'Il cielo sulla palude', 'Marcellino') del cinema cattolico, sopravvive quello terrificante, col Maligno che strappa il ruolo di vedette al Benigno per ragioni d'incasso, non per colpa dei registi. Anche se è paradossale che il cattolico Schrader americano sia stato sostituito dal protestante finlandese Harlin." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 12 novembre 2004)

"Dura fare i conti con un film di culto come è stato ed è 'L'esorcista' diretto 31 anni fa da William Friedkin. (...) Progetto antico passato per molte mani e approdato, con il lasciapassare di un artista come Vittorio Storaro, a un'operazione di routine." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 12 novembre 2004)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy