L'ESORCICCIO

ITALIA - 1975
E' una parodia paesana del celebre film americano "L'Esorcista" e derivati. Tutto inizia col ritrovamento di un amuleto durante gli scavi archeologici nell'Iran. L'amuleto finisce in un paesino del Lazio e viene trovato da Luigino, figlio del Sindaco, Pasqualino Abate. Il ragazzo, decenne, si scatena eroticamente e violenta tutta una serie di ragazze. Da qui il ricorso a un medico quindi a uno stregone paesano: Esorciccio accompagnato dall'aiutante Satanetto. La vicenda si complica perché, essendo prossime le elezioni, Pasqualino Abate vuole essere riconfermato sindaco contro l'avversario Turi Randazzo. Interviene anche la polizia investigativa, mentre nei posti più impensati di casa Abate compare e scompare il demonio in persona. Gli esorcismi sono efficaci solo in apparenza poiché la possessione diabolica cessa appena l'indemoniato si libera del pericoloso amuleto. Da Luigino l'amuleto passa alla figlia del sindaco che improvvisa uno spogliarello dinanzi a un monsignore, quindi alla moglie del sindaco a cui cresce la barba, al sindaco stesso che si comporta in modo indecente proprio il giorno stesso della sua rielezione; passa ad altre persone, combinando un cumulo di guai, finché Esorciccio lo inghiotte e diventa demonio. In uno scoppio si dissolve in fumo e scompare.

CAST

CRITICA

Spruzzato di gag e freddure, fornito di una rustica vena derisoria contro i potenti, di facili trucchi e amene canzoncine, il film è diretto e interpretato da Ciccio Ingrassia con un umile candore, salvo che nella scena in cui per metterci al corrente dei suoi attuali rapporti con Franco Franchi, l'Esorciccio sbatte fuori un cliente che ne fa l'imitazione (G.Grazzini - Cinema '75).
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