L'erede

ITALIA - 2010
L'erede
Alla morte del padre, Bruno, un medico di Milano, eredita una villa in campagna che cambierà per sempre la sua vita. Giunto sul posto, infatti, si troverà coinvolto in una spirale di sospetti messa in atto dai vicini...
  • Altri titoli:
    The Heir
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Produzione: FRÉDÉRIC OLLIER PER PANORAMIC
  • Distribuzione: IRIS FILM (2011)
  • Data uscita 8 Luglio 2011

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CRITICA

"L'horror dà spazio al thriller psicologico e il deb italo-francese Zampino - che ha scritto la sceneggiatura con Ugo Chiti, forse dormiente - si sente debitore dei grandi, da Stanley a Lynch, da Hitchcock a Polanski, pasticciando qua e là su una storia intrigante seppur non inedita. Meglio sbagliare da soli, diceva il saggio. Ma l'opera prima va sempre perdonata." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 7 luglio 2011)

"Una strada al confine tra Marche e Abruzzo penetra in una boscaglia tra i monti ed ecco apparire la villa. (...) Anche se non ha niente di televisivo, ricordiamo l'atmosfera degli sceneggiati degli anni settanta, dove l'alta professionalità dei componenti della troupe serviva a comporre paurosi romanzi ottocenteschi o gialli, inediti intrecci per il cinema italiano. Anche lo stile delI''Erede' è diverso dal solito, thriller psicologico, dramma che potrebbe sfociare nel giallo, neanche il sospetto della commedia leggera e insulsa così amata oggi dai produttori. Il regista Michael Zampino, italo francese, ha studiato a New York ed ha veramente ereditato un casale in Abruzzo, le sfumature grottesche di Ugo Chiti e del regista alla sceneggiatura, Fabio Nunziata al montaggio e le sonorità composte da Benni Atria (sound designer), Alessandro Roja nel suo avvicinarsi ingenuo al castello di Dracula e Guja Jelo più feroce di una strega, Davide Lorino l'amato figlio dell'orchessa, Tresy Taddei Kasimiri (figlia dell'acrobata ciclista del circo Kasimiri) nella parte della strega da giovane, accompagnati dalle musiche di Riccardo Della Ragione, accostate a quelle adatte agli spericolati cambi di abitazione, come l'ironico 'Te quedaras' di Alberto Barreto Arredondo. Film indipendente, distribuisce Iris, realizzato con il sostegno di regione Marche, province di Fermo e Macerata, comunità montane dei monti Azzurri e Sibillini. Un bel viaggio nel mistero." (Silvana Silvestri, 'Il Manifesto', 8 luglio 2011)

"Quello di Michael Zampino è un esordio interessante. Di felice nella sceneggiatura scritta dal regista con Ugo Chiti c'è l'idea di un'ambientazione selvatica, rusticana che provvede a conferire credibilità ai caratteri del clan nelle cui grinfie il medico finisce intrappolato: dalla vindice madre che Guia Jelo incarna con ferocia passionaria al figlio violento e plagiabile, alla figlia succube di entrambi. Restano però nebbiose le problematiche del protagonista (Alessandro Roja, il Dandi di 'Romanzo criminale' in Tv), legate all'irrisolto rapporto con il genitore e necessarie a motivare il suo comportamento (perché non fugge subito a gambe levate?). Una carenza che relega la pellicola nell'ambito del cinema di genere: così è un horror efficace, ma poteva essere qualcosa di più." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 8 luglio 2011)

"Un'opera prima italiana. La firma come regista Michael Zampino, noto finora soprattutto ai festival per dei cortometraggi più d'una volta premiati. Al suo fianco, come sceneggiatore, ha Ugo Chiti che da tempo ha legato il suo nome ad alcuni tra i film più significativi del nostro cinema, da 'Gomorra' ai tre 'Manuale d'amore'. L'incontro poteva rivelarsi più costruttivo e, date le premesse, con risultati più saldi, anche con certi limiti, tuttavia, merita che lo si consideri con un po' di interesse. (...) Ha un certo valore il clima prima misterioso poi angosciato che si libra su tutta la vicenda e il passato di documentarista di Zampino riesce a suscitarvi attorno una cornice naturale, tra collina e montagna, che sa privilegiare le ansie e i toni sospesi. C'è però, in vari momenti, il rischio del gratuito se non addirittura dell'inespresso. Superato solo in parte da interpreti come Alessandro Roja, un protagonista che non smentisce i suoi successi televisivi ('Romanzo criminale', 'Don Matteo') e, di fronte a lui, l'esperta Guia Jelo, un'avversaria temibile ed ambigua." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo cronaca di Roma', 8 luglio 2011)

"Un film che non riesce a essere credibile nel ricostruire atmosfere sospese, anche se c'è tanta buona volontà." (Dario Zonta, 'L'Unità', 8 luglio 2011)

"Bislacco thriller italiano, ambientato sull'Appennino marchigiano. (...) La prima mezz'ora tiene, poi il film svacca, tra vistose zone d'ombra e raccapriccianti incursioni nell'horror. Meglio una gita al mare." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 8 luglio 2011)
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