L'Era Glaciale 4 - Continenti alla deriva

Ice Age: Continental Drift

USA - 2012
La frenetica e ossessiva caccia all'inafferrabile ghianda di Scrat, iniziata nella notte dei tempi, questa volta provocherà delle catastrofiche conseguenze per il mondo intero: un cataclisma di dimensioni continentali. Il distacco dei ghiacci farà così vivere a Manny, Diego e Sid una nuova avventura. A bordo di un iceberg utilizzato come una nave, il gruppo di amici esplorerà nuovi mondi, incontrerà creature del mare e avrà a che fare con pirati in battaglia...

CAST

NOTE

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: JOHN LEGUIZAMO (SID), DENIS LEARY (DIEGO), PETER DINKLAGE (CAPTAIN GUTT), RAY ROMANO (MANNY), JOSH PECK (EDDIE), QUEEN LATIFAH (ELLIE), JENNIFER LOPEZ (SHIRA), KEKE PALMER (PEACHES), SEANN WILLIAM SCOTT (CRASH), KUNAL NAYYAR (GUPTA), ALAN TUDYK (MILTON/FABIO SLOTH), NICK FROST (FLYNN), HEATHER MORRIS (KATIE), REBEL WILSON (RAZ), AZIZ ANSARI (SQUINT), DRAKE (ETHAN (VOICE), JOSH GAD (LOUIS), NICKI MINAJ (STEFFIE), WANDA SYKES (GRANNY), ALAIN CHABAT (SILAS), JOY BEHAR (EUNICE), CHRIS WEDGE (SCRAT), JASON FRICCHIONE (CRAB), BEN GLEIB (MARSHALL), ESTER DEAN (SLOTH SIREN), ALLY ROMANO (MEGHAN), MATTHEW SIMMONS (ELK).

- VOCI DELLA VERSIONE ITALIANA: CLAUDIO BISIO (SID), PINO INSEGNO (DIEGO), FRANCESCO PANNOFINO (CAPITAN SBUDELLA), FILIPPO TIMI (MANNY), LEE RYAN (EDDIE), ROBERTA LANFRANCHI (ELLIE), HONG-HU ADA (SHIRA), ISABELLE ADRIANI (PESCA).

- PRODUTTORI ESECUTIVI: CHRIS WEDGE, CARLOS SALDANHA.

CRITICA

"Quarta puntata, in dieci anni, delle avventure animate on the rocks della serie Fox dell''Era glaciale' lanciata da un personaggio di irresistibile cocciutaggine, Scrat (cioè scoiattolo e ratto, squirrel e rat) sempre alla ricerca, inutile e infinita come in un'ossessione esistenziale degna di Beckett, dell'adorata ghianda che sfugge, è il suo Godot che non arriva. (...) L'estrema caratterizzazione del disegno, le mostruosità picassiane dei lineamenti, i bulbi oculari spropositati, l'ostilità dei caratteri e il numero delle continuative catastrofi, avvicinano, anche per il convulso montaggio, la saga glaciale al Coyote e a Beep Beep dei rimpianti cartoon Warner «That's all folks!» di Chuck Jones. Scrat è sempre il beniamino star, il destino cinematografico gli riserva una sorpresa ma vorremmo fosse più presente perché il suo tocco di lunare sfortuna paperinesca è la chiave del successo più originale di questo gruppo di survivor. In questo episodio, ovviamente anche in 3D, non mancano le citazioni - dal 'Re Leone' al 'Pianeta delle scimmie' con la Statua della Libertà di sfondo ¿ c'è il discorso paleo ecologico cui si aggiunge anche una lezioncina sui rapporti generazionali, guardando con cinismo da primo Sordi la nonnina sdentata e con tenerezza i complessi edipici della piccina mammut che si vuol rendere indipendente dal papà invadente. Lodevole per la mancanza di violenza, ma ripieno di umoristica crudeltà intellettuale, 'L'era glaciale 4', con le sue coloratissime patologie e la geografia surreale, finisce con una citazione dell''Inno alla gioia' beethoveniano e si snoda in molte, troppe trovate, non tutte all'altezza, ma mescolate in modo che sembri sempre un fanta motore acceso." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 28 settembre 2012)

"Non fosse per l'impagabile scoiattolo preistorico Scrat, personaggio tra i più geniali dell'animazione di tutti i tempi, la serie 'L'era glaciale' parrebbe infiacchita, e ciò in ragione inversamente proporzionale al numero dei personaggi. Proprio come nel recente terzo episodio di 'Madagascar', infatti, i 'caratteri' animali si moltiplicano geometricamente, allargando la famiglia per offrire di più; quel che scarseggia, invece, sono idee e situazioni originali. Un franchise che si adagia su posizioni di rendita, però, fa venir voglia di un nuovo prototipo." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 28 settembre 2012)

"Quarto capitolo di 'L'Era glaciale', da cui si evince che la deriva dei continenti (...) fu provocata da uno scoiattolo preistorico, Scrat, ignorato dai libri di scienza, ma ben noto ai bambini (e relativi genitori) di tutto il mondo. (...) Sono trascorsi due lustri dal primo numero di questa deliziosa serie animata, che ha permesso alla Fox di ritagliarsi un posto al sole in un settore dominato dalla Disney; e gli 800 milioni di dollari incassati (a giro non completato) da 'Continenti alla deriva', dimostra la fedeltà dei milioni di spettatori piccoli (e grandi) che ne hanno determinato il successo. Vero che alcuni hanno lamentato che dal capitolo 4 si aspettavano di più, ma nessuno ha messo in dubbio la complessiva tenuta della formula: personaggi sempre adorabili, battute spiritose, gag folgoranti, ottima computer graphic, anche se la coppia di registi Martino & Thurmeier non ha i felici ritmi dell'abituale Carlos Saldanha (al lavoro sul sequel di 'Rio') e il 3D non aggiunge molto. Buono il doppiaggio italiano con gli ottimi Timi, Bisio e Pannofino. Insieme al film è proiettato un corto dei Simpson che da solo merita la visita." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 28 settembre 2012)

"Forse la chiave per capire «che cosa» sia, questo numero 4 dell'era glaciale, si nasconde nel cortometraggio dei Simpsons (anch'esso in 3d) che lo precede nelle sale italiane. Si tratta ovviamente di un'astuta mossa promozionale della Fox, detentrice di entrambe le saghe; ma anche di un accostamento tutt'altro che banale. Il corto dei Simpsons si intitola 'The Longest Daycare' e sposta lo sguardo su un personaggio apparentemente «minore» della famiglia più gialla e spassosa d'America: la piccola Maggie, quella sempre con il ciuccio in bocca. (...) Il breve film, molto grazioso, ha momenti oggettivamente cupi, quasi horror; ed è una doppia parabola sul difficile mestiere di crescere (...), nonché un toccante messaggio animalista: guai a chi maltratta gli animali! Ebbene, anche 'L'era glaciale 4' è una grande parabola sulla saggezza e la bontà degli animali: lo è tutta la saga, di fatto, a cominciare dal primo film del 2002 in cui il mammuth, la tigre e il bradipo parlavano, e gli umani no. (...) Nei primi cinque minuti di film (assolutamente travolgenti) Scrat, inseguendo la preziosa bacca, precipita come al solito in un baratro e finisce al centro della Terra, sul nocciolo duro del pianeta. Correndo su di esso, provoca (in superficie) la separazione dei continenti. Si forma anche l'Italia, che dà un calcio a un'isola e in colonna sonora si sente una folla che grida «gooool!» Scrat inventa anche il gioco del pallone. Naturalmente la «striscia» di Scrat prosegue lungo tutto il film, e finisce con un'altra trovata strepitosa legata al mito di Atlantide. Tutto questo è, come sempre, geniale. Funzionano invece molto meno, rispetto ai primi 3 capitoli, le avventure di Manny, Sid e Diego. Il difetto è nel manico: non ci sono nuove idee di sceneggiatura (...) e la trovata dei pirati, capitanati da un crudele scimmione, è veramente scarsina. Filippo Timi sostituisce Leo Gullotta nel dar voce a Manny, e si rimpiange l'originale. Film meno sorprendente dei primi tre, sempre visivamente meraviglioso: ma si sente la mancanza di Carlos Saldanha e Chris Wedge (artefici, fino al numero 3, della saga) al pensatoio." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 28 settembre 2012)

"Ancora una volta è colpa dello scoiattolo Scrat, il vero grande eroe della saga preistorica targata Fox: per inseguire l'irraggiungibile ghianda provoca niente di meno che la frattura della crosta terrestre. Così inizia 'L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva', la nuova divertente avventura di Manny il mammut, Sid il bradipo e Diego la tigre che si ritrovano su una zattera di ghiaccio in mezzo all'oceano, da soli come ai vecchi tempi. Tra epiche avventure spiccano due nuovi personaggi: lo scimmione pirata che veleggia su una nave ghiacciata e la bisbetica nonnina di Sid che strapperà risate a grandi e piccini." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 28 settembre 2012)

"Dieci anni dopo il primo 'Ice Age' i ghiacciai si sono sciolti e Carlos Saldanha, il regista brasiliano ideatore della saga, non figura più nei titoli di testa del quarto capitolo prodotto da Blue Sky e distribuito dalla Fox. Assenza che si fa sentire nella banda formata da Sid il bradipo, Manny il mammut e Diego la tigre dai denti a sciabola, approdata ora in un'avventura che occhieggia un'altra serie, 'I pirati dei Caraibi'. Il film degli esordi aveva squassato il mondo dei cartoon con la sua poetica originale, le linee digitali cristalline e il suo meltin-pot estremo, incompatibile con la scala evolutiva, capovolta da una umanità ancora in cerca di parola e una animalità già filosofa. (...) Personaggi che rispondono alla domanda «perché sono nato?», secondo la ricetta di Walt, e non scarabocchi a molla, buoni per gag sgangherate alla Katzenberg. E se ormai quasi tutto è cinema d'animazione - i pixel hanno infiltrato corpi e paesaggi - il «character» del cartoon è una creatura venuta dal nulla, esiste solo se qualcuno gli dà un'anima. Saldanha era riuscito nell'operazione con la sua immaginazione multicolore che ha sede a Rio de Janeiro, scenario di un altro capolavoro, 'Rio' (2011). (...) E se resiste lo spirito della matrice originale nelle figure dello strano trio a spasso nei millenni, il film perde il gioco dell'assurdo e si normalizza nel mainstream di un cinema umano, troppo umano." (Mariuccia Ciotta, 'Il Manifesto', 28 settembre 2012)

"Dopo il solito inizio esilarante dedicato a Scrat e alla sua ghianda impossibile che divide l'unità familiare dei personaggi, 'L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva' diventa il viaggio di Manny (il mammuth responsabile), Diego (la tigre individualista) e Sid (il bradipo impacciato) verso cari da riabbracciare. Nuovi incontri (la burbera nonna di Sid e un gruppo di eccentrici pirati) caratterizzeranno la loro impresa. Buono il 3D, bella l'edizione italiana (ma Gullotta era meglio di Timi come voce di Manny), noiosetta per gli adulti la trita interazione di personaggi ormai troppo noti. I più piccolini apprezzeranno invece i colori e il ritmo forsennato. Sotto gli 8 anni, sballo assicurato." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 28 settembre 2012)

"Manny, Sid e Diego affrontano l'ennesimo cataclisma glaciale causato dallo scoiattolo Scrat. E mentre tentano di salvarsi, sono attaccati da una banda di pirati. A 10 anni dall'inizio, la saga è fisiologicamente ripiegata su se stessa, vitalizzata dal solo duo 'Scrat e la sua ghianda', reale fil rouge comico del film. Lo scontro buoni-cattivi in salsa pirateria (i riferimenti ai 'Pirati dei Caraibi' denunciano evidente carestia creativa) vacilla nel pathos, ma i bambini gradiranno incuranti dei vizi formali di un''Era glaciale' ormai in deriva tiepida, mentre i genitori si faranno un bel sonnellino." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 28 settembre 2012)

"Incrociare i 'Pirati dei Caraibi' con il mondo del gettonato 'Era Glaciale'. La quarta avventura di Sid, Diego, Mannye Scrat può essere riassunta così, impreziosita da un 3D che non sempre, però, si rivela così coinvolgente. Oltre ai confermati protagonisti, va sottolineato l'ingresso benefico della «nonna» di Sid, davvero azzeccato. Il messaggio, poi, riguarda sempre il concetto di famiglia allargata, nel senso più vasto del termine, non legato cioè solo al vincolo di sangue. E i bambini? Si divertono. E tanto basta." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 28 settembre 2012)

"Piacerà agli spettatori entusiasti dei primi tre capitoli che troveranno sicuramente pane per i loro denti. L'invenzione è costante, la simpatia dei personaggi irresistibile (la palma va al mammuth Manny)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 28 settembre 2012)
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