L'eccezione alla regola

Rules Don't Apply

USA - 2016
2/5
L'eccezione alla regola
Hollywood, 1958. La reginetta di bellezza, cantautrice e devota vergine battista Marla Mabrey è un'aspirante giovane attrice sotto contratto con il famigerato e imprevedibile miliardario Howard Hughes. Quando la ragazza arriva a Los Angeles, all'aeroporto incontra l'autista Frank Forbes, suo coetaneo promesso sposo a un'ex compagna di scuola e metodista profondamente religioso. L'attrazione tra loro è immediata, mettendo non solo a dura prova le rispettive convinzioni religiose, ma sfidando anche la regola n.1 di Hughes: "Nessun dipendente è autorizzato ad avere qualsiasi tipo di rapporto con un'attrice sotto contratto". Così, mentre il comportamento di Hughes influenzerà in modo diverso e inaspettato la vita di Marla e Frank, i due si sentiranno a loro volta sempre più attratti dal mondo bizzarro dell'eccentrico miliardario, mettendo in discussione i loro valori e cambiando inevitabilmente il loro destino.
  • Durata: 126'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA XT, ARRIRAW (2.8K), DCP (1:1.85)
  • Produzione: NEW REGENCY PICTURES, DEMAREST FILMS, RATPAC ENTERTAINMENT, TATIRA, WORLDVIEW ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: TWENTIETH CENTURY FOX ITALIA (2017)
  • Data uscita 27 Aprile 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Andrea Chimento

Era indubbiamente suggestivo pensare a un bel ritorno di Warren Beatty sul grande schermo, tanto in cabina di regia (come non succedeva dal 1998, anno di Bulworth – Il senatore), quanto davanti alla macchina da presa (la sua ultima prova d’attore in Amori in città… e tradimenti in campagna nel 2001).

Ancora più fascino destava il soggetto – ambientato nella Hollywood del 1958 – e il ruolo che Beatty avrebbe interpretato (un certo Howard Hughes).

È la storia di un’aspirante attrice appena arrivata nella Mecca del Cinema e del giovane autista incaricato di portarla in giro per la città. Entrambi lavorano per l’eccentrico Hughes, milionario che non vuole coinvolgimenti amorosi tra i suoi dipendenti.

Nonostante premesse e aspettative, L’eccezione alla regola non è il toccante, delicato e riuscito omaggio alla Hollywood classica.

Warren Beatty ha pensato anche alla sceneggiatura, ma il fascino del copione si ferma molto presto: incapace di rischiare e studiato a tavolino, risulta troppo freddo per emozionare.

Una regia con molti momenti di stanca contribuisce a rendere il risultato inconsistente, vanificando l’elegante interpretazione di Beatty del personaggio già incarnato da Leonardo DiCaprio in The Aviator.

NOTE

- LILY COLLINS È STATA CANDIDATA AL GOLDEN GLOBE 2017 COME MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA.

CRITICA

"(...) è un vero Beatty, romantico ('Il paradiso può attendere') e impegnato ('Reds'), di hollywoodiana malinconia, che a 80 anni sceglie l'oscura ed eccentrica figura del magnate Howard Hughes (1905-1976) per un melò sulla forza perversa del denaro e della fama. Pazienza per i due giovani protagonisti, pedine poco riuscite di una parabola sull'amore condizionato dalle regole del potere. Un gagliardo sguardo old fashion su spazio e tempo del cinema anni 40/50 rivisto dalla New Hollywood (con un tocco di Visconti) ci rivela quanto anche Hughes fosse vittima di se stesso." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 4 maggio 2017)

"Piacerà a chi ha visto tanti Hughes sullo schermo (tra gli altri 'L'uomo che sapeva amare' e 'The Aviator' di Scorsese) e nessuno di vera soddisfazione (nessuno che abbia messo convincentemente in pellicola il genio e la paranoia, il gigantismo del magnate e la mania autodistruttiva dell'uomo). Warren Beatty (regista, sceneggiatore, protagonista) è spesso nei 127 minuti vicino al risultato (un exploit mica male per un ottuagenario). Certo non ama l'uomo (e chi può amarlo uno psicopatico del genere?). Ma ama evidentemente il mito. E racconta Howard come un colosso di cui s'è perduto lo stampo, un gigante che non poteva non giganteggiare in un luogo, la Hollywood degli anni 50, che stava vivendo, senza saperlo, l'ultima sua stagione d'oro. La parte migliore del film è senz'altro la prima quando Frank e Marla entrano nel paese dei balocchi di Hughes e diventano Hughes-dipendenti al punto di rinunciare alla loro felicità personale. Giustamente, sembra concludere Beatty che abbandonate certe riserve mentali s'è identificato col personaggio forse oltre il dovuto." (Giorgio Carbone, 'Libero', 27 aprile 2017)
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