L'ebreo errante

ITALIA - 1950
Matteo, ricco ebreo nazionalista, contemporaneo di Gesù, vede in quest'ultimo solo un ostacolo alla liberazione dal giogo romano mediante l'insurrezione. Egli incita il popolo contro Gesù ed impedisce a sua moglie, già cristiana nel cuore, di offrire un sorso d'acqua al Redentore che si avvia al Golgota. Per questo viene condannato ad errare eternamente sulla terra e gli è negato ogni riposo, anche quello della tomba. Lo troviamo a Parigi nel 1940, trasformato miracolosamente nel giovane banchiere Matteo Blumenthal. Ricchissimo e potente, potrebbe agevolmente sottrarsi alla persecuzione nazista ma non vuole. Egli desidera condividere la sorte dei propri correligionari e con molti di essi viene inviato in Germania, rinchiuso in un campo di concentramento e sottoposto ai più brutali maltrattamenti. Giovane, aitante, pieno d'energia, non si lascia piegare dalla sofferenza anzi è in grado di organizzare una rivolta e fugge con alcuni compagni. Riesce a mettersi in salvo ma quando apprende che cento ostaggi saranno uccisi se egli non vien catturato si presenta spontaneamente al campo e subisce il martirio, che per l'errante è la liberazione.

CAST

NOTE

- NASTRO D'ARGENTO SPECIALE 1948 PER IL SIGNIFICATO MORALE DEL SOGGETTO.

CRITICA

"La narrazione, tutta fatta in superficie, è però fluida e ha un ritmo sicuro e avvincente. Abbiamo notato alcune sequenze veramente ben riuscite, valorizzate ancor più da una splendida fotografia." (L'Operatore, "Intermezzo", 15 aprile 1948)
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