L'avventura

ITALIA, FRANCIA - 1960
Anna, figlia di un ambasciatore a riposo e fidanzata di Sandro, giovane architetto, viene invitata con Claudia, una sua amica, a una gita sullo yacht di un ricco costruttore. La crociera si svolge nella zona delle isole Eolie, nell'incanto di superbe vedute marine delle quali però nessuno dei partecipanti sembra accorgersi. Ad un certo punto i gitanti sbarcano su un piccolo scoglio e tra Anna e Sandro ha luogo un'accanita discussione. All'improvviso, minaccia un temporale e tutti si affrettano verso la nave ma al momento di imbarcarsi si accorgono che Anna è sparita. Lo yacht deve ripartire per evitare la tempesta, ma Sandro e Claudia rimangono sullo scoglio per cercarla. La speranza di trovarla sfuma, ma i due sentono che nei loro cuori c'è un sentimento nuovo che li unisce e si rendono conto che la ricerca di Anna era in realtà soltanto un pretesto. In seguito raggiungono Taormina, dove ritrovano nel corso di una riunione mondana i loro compagni di crociera. Nessuno chiede notizie di Anna e tutti si rendono conto della nuova relazione tra Sandro e Claudia. Quando Sandro dà prova della sua leggerezza ed incostanza, abbandonandosi ad un'avventura occasionale, Claudia dopo il primo momento di ribellione si rassegna a perdonarlo.

CAST

NOTE

- GLI ESTERNI SONO STATI GIRATI TRA LE ISOLE EOLIE (PANAREA E LISCA BIANCA) E LA SICILIA (PALERMO, MONDELLO, MESSINA, TAORMINA, BAGHERIA, MILAZZO E NOTO).

- PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA AL FESTIVAL DI CANNES 1960 E NASTRO D'ARGENTO A GIOVANNI FUSCO PER LA MIGLIOR MUSICA.

- EDIZIONE RESTAURATA PRESENTATA AL FESTIVAL DI CANNES 2009 NELLA SEZIONE 'CANNES CLASSIC', PRESIEDUTA DA MARTIN SCORSESE. UN FOTOGRAMMA TRATTO DA QUESTA PELLICOLA, CON MONICA VITTI DI SPALLE, E' STATO IL POSTER DI CANNES 2009.

CRITICA

"Un film sconcertante nel quale viene raccontata - quasi sempre in modo impeccabile - un'insipida vicenda ancor più svilita da un dialogo banale. Nel film sono però da segnalare: la perfezione stilistica di alcuni brani (ad esempio quello finale), il senso dell'incombente presenza della natura e la ricerca capziosa di un nuovo (ma non sempre chiaro) linguaggio cinematografico. L'interpretazione solo in qualche momento è veramente efficace, mentre in alcuni personaggi minori è addirittura scadente. Quasi inavvertibile il commento musicale." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 48, 1960)

"'L'avventura' rappresenta (...) una tappa avanzata nella realizzazione dell'ambizioso programma di Antonioni: approfondire l'indagine della coscienza individuale contemporanea affrontando stati d'animo sinora sfuggiti ai moduli della narrativa tradizionale, ma senza per questo cadere nell'intimismo, senza disancorarsi dalla realtà ed anzi sottolineando fortemente le componenti sociali del dramma vissuto dall'individuo protagonista." (Vittorio Spinazzola. "Film 1961", Feltrinelli Editore, 1961)
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