L'attesa

ITALIA, FRANCIA - 2015
In un'antica villa nelle campagne siciliane, due donne - Anna, una madre, e Jeanne, la fidanzata del figlio di Anna, Giuseppe - si incontrano e si scontrano. Quando Jeanne si presenta alla villa dicendo di essere stata invitata da Giuseppe, Anna, che non la conosce, decide di trascorrere comunque con lei la Pasqua in attesa che il figlio faccia ritorno e della grande processione che si terrà in paese...

CAST

NOTE

- REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON: BANCA NUOVA S.P.A. E RENATO RAGOSTA TEAM HOLDING S.R.L. AI SENSI DELLE NORME SUL TAX CREDIT; CON IL SOSTEGNO DI: EURIMAGES, PROGRAMMA MEDIA DELL'UNIONE EUROPEA; CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO- DIREZIONE GENERALE CINEMA. COFINANZIATO DALLA REGIONE SICILIANA-DIPARTIMENTO DEL TURISMO, DELLO SPORT E DELLO SPETTACOLO, NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA SENSI CINEMA; IN COLLABORAZIONE CON MEDIASET PREMIUM.

- MENZIONE SPECIALE DEL PREMIO SIGNIS, LEONCINO D'ORO AGISCUOLA PER IL CINEMA, MENZIONE FEDIC-IL GIORNALE DEL CIBO ALL'OPERA CHE PROPONE LA SCENA PIÙ SIGNIFICATIVA LEGATA AL CIBO E ALL'ALIMENTAZIONE ALLA 72. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2015).

- CANDIDATO AI DAVID DI DONATELO 2016 PER: MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE E ATTRICE PROTAGONISTA (JULIETTE BINOCHE).

- GLOBO D'ORO 2016 COME MIGLIOR OPERA PRIMA. ERA CANDIDATO ANCHE PER LA MIGLIOR MUSICA.

- NASTRO EUROPEO 2016 A JULIETTE BINOCHE E PREMIO 'GRAZIELLA BONACCHI'-NASTRI D'ARGENTO SIAE PER I NUOVI SCENEGGIATORI A PIERO MESSINA (INSIEME AD ALBERTO CAVIGLIA PER "PECORE IN ERBA" E FRANCESCA MANIERI PER "VELOCE COME IL VENTO" DI MATTEO ROVERE). IL FILM ERA CANDIDATO PER: MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE, SCENOGRAFIA E SONORO IN PRESA DIRETTA.

CRITICA

"Merita rispetto «L'attesa», esordio di Messina (...). Si tratta, peraltro, di un film tutto giocato sui canoni del cinema d'autore (o da festival) che corre pericolosamente sui bordi dell'elaborazione formale circondata dagli abissi del manierismo: se ci si stupisce, infatti, per la qualità dell'ambientazione, i movimenti di macchina e i raccordi tra fotografia e musica, non altrettanto si può dire per l'insistenza «telefonata» con cui si dilatano i ritmi narrativi. (...) il film s'estenua in un'ambiguità che insegue i virtuosismi d'atmosfera più che la sostanza drammaturgica." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 17 settembre 2015)

"Piacerà a chi continuamente invoca l'avvento di nuovi talenti nel provincialissimo panorama italiano. Messina (all'opera prima, ma con un curriculum di documentarista da far paura) probabilmente lo è. Gira benissimo. Fin troppo. Dal suo maestro Sorrentino sembra aver imparato tutto. Tranne una cosa. La scelta di un soggetto che veramente intrighi. Questo non lo è." (Giorgio Carbone, 'Libero', 17 settembre 2015)

"(...) per quanto accolto tiepidamente dalla platea dei giornalisti al Lido, ci è sembrato tutt'altro che disprezzabile. A patto - scrivevamo da Venezia- di entrarci in sintonia facendo la tara ad alcune preziosità d'autore, al ritmo interno piuttosto lento, soprattutto nella prima parte (ma per ragioni contingenti al racconto), alla scarna ed essenziale drammaturgia che vede in scena pochissimi protagonisti che agiscono in una sorta di unità spazio-temporale da cui però origina, in modo centrifugo, la narrazione. (...) Sono da segnalare il rapporto generazionale che spazia tra l'amore-odio e la curiosità tra la veterana Juliette Binoche e la giovanissima e sorprendente Lou de Laage, scelta - parola del regista - dopo un difficilissimo lavoro di casting, un'ambientazione strana e straniante non dimentica dei temi pirandelliani da cui la storia origina (legati anche a ricordi personali dell'autore) e, soprattutto, come dice bene il titolo, il tema dell'attesa, inteso come scardina-mento delle certezze, ricerca di una verità che non può essere detta, ma che, necessariamente, andrà vissuta. Complice un paesaggio lontano dal cliché della Sicilia di Montalbano, il film ha il merito, tra gli altri, di aver avuto il coraggio di affrontare un tema non certo facile, soprattutto per un esordiente: il rapporto tra dicibile e indicibile, tra verità e menzogna, tra realtà e immaginazione, in una storia dove l'attesa del titolo diviene fondamentalmente un atto d'amore." (Andrea Frambrosi, 'L'Eco di Bergamo', 17 settembre 2015)
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