L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford

The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford

USA - 2007
L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford
Dopo aver messo a segno il suo ultimo colpo, il celebre fuorilegge americano Jesse James è costretto a muoversi da Kansas City per sfuggire ai numerosi cacciatori di taglie che lo inseguono per intascare il lauto compenso messo in palio dalle autorità. La maggior parte dei suoi uomini sono ormai morti o in prigione e suo fratello Frank ha deciso di ritirarsi dal giro, per questo Jesse può contare solo su un ristretto gruppo di uomini: Ed Miller, Wood Hite, Dick Liddil e i fratelli Charley e Robert Ford. Tuttavia, Jesse non si rende conto che la vera minaccia si nasconde proprio tra le fila dei suoi uomini più fidati...
  • Altri titoli:
    The Assassination of Jesse James
  • Durata: 155'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, PSICOLOGICO, WESTERN
  • Specifiche tecniche: ARRIFLEX CAMERAS, SUPER 35 STAMPATO A 35 MM (1:2.35)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Ron Hansen
  • Produzione: WARNER BROS. PICTURES, JESSE FILMS INC., SCOTT FREE PRODUCTIONS, PLAN B ENTERTAINMENT, ALBERTA FILM ENTERTAINMENT, VIRTUAL STUDIOS
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 21 Dicembre 2007

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Tre sparatorie in 156 minuti. Lo scontroso Brad Pitt che al Festival di Venezia ha definito Jesse "gangster più che cowboy". Un'introspezione psicologica peculiare agli angusti luoghi di un Kammerspiel che alle sconfinate praterie stelle & strisce. Eppure, The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford viene presentato quale western. Diretto da Andrew Dominik e girato tra Calgary, Edmonton e Winnipeg, il film ha avuto una lavorazione - eufemisticamente - tormentata e l'uscita negli Usa è arrivata quasi due anni dopo la fine delle riprese. Un ritardo imposto dalla Warner Bros., che ha osteggiato lo stile à la Terrence Malick scelto dal regista neozelandese a scapito delle atmosfere eastwoodiane caldeggiate dallo studio. Con lo schivo Pitt (interpretazione lucida, non solo per gli occhi), sulla sua testa fuorilegge una taglia considerevole, nel cast - ottimo - sono anche il codardo straordinario Casey Affleck, Sam Shepard e il tarato - per ruolo e interpretazione - Sam Rockwell. Se si aggiunge una fotografia - una volta tanto non è luogo critico comune - da mozzare il fiato (della visione), lo score firmato da Nick Cave e una scansione drammaturgica (e psichica) da manuale, c'è di che essere soddisfatti, eccome. Fosse durato 30' in meno, sarebbe stato ancora meglio, ma non lamentiamoci. L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, dal romanzo omonimo di Ron Hansen, utilizza la cornice western, ma solo per fornire un ritratto vivido, profondo e disperato dell'uomo e dell'amicizia, tra ossessione, paranoia, persecuzione e negazione. Paradigmatico e irrimediabilmente umano.

NOTE

- COPPA VOLPI A BRAD PITT PER LA MIGLIOR INTERPRETAZIONE MASCHILE ALLA 64. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2007).

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2008 PER: MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (CASEY AFFLECK) E MIGLIOR FOTOGRAFIA.

CRITICA

Dalle note di regia: "E' un dramma psicologico incentrato sul rapporto tra due personaggi: Jesse James e Robert Ford, il suo assassino. Durante gli ultimi giorni della sua carriera il famoso fuorilegge si ritrova solo, stanco e braccato. Robert Ford è un giovane parassita affascinato da Jesse e dalla sua leggenda ma con l'ambizione di avere un posto tutto suo nella Storia. Il film vuole essere una riflessione poetica su un assassinio e sulle sue conseguenze."

"Bellissimo western psicologico in concorso del quasi esordiente americano Andrew Dominik, 'The Assassination of Jesse James', sulle gesta e il tradimento che lo condurrà alla morte del fuorilegge più celebrato dal cinema. Basti dire che, a interpretarlo, c'è addirittura Brad Pitt, con capelli neri e un umorismo feroce. Pronto, in quel mito a diventare una nuova icona." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 3 settembre 2007)

"Il tema è bello ma emerge in modo forte solo dopo l'assassinio, quando il circo Barnum si offre
inutilmente di acquistare il cadavere di Jesse per esporlo in pubblico, e Ford diventa la star di un
proto-reality, ricreando in teatro la scena madre del colpo nella schiena. Prima, il film è prolisso ed estetizzante, Brad Pitt è Jesse, Casey Affleck è Ford, Sam Shepard (un breve cammeo) è Frank. Nick Cave firma le musiche e in sottofinale canta in un saloon la ballata di Jesse James cantata recentemente anche da Springsteen. La mitologia è tutta lì, ma c'era anche nei western classici, e con ben altra energia." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 3 settembre 2007)

"Nel fluviale percorso di questo kolossal che si vorrebbe filologico e anticonformistico, il risultato finisce per essere opposto: gli occhi si riempiono del catalogo notarile di barbe incolte, cappucci calati sul viso, pistole fumanti e cavalcate nel crepuscolo, ma il cuore sente che il fascino della realtà mista a leggenda è svaporato forse per sempre. Brad Pitt - come del resto il suo giustiziere interpretato da Casey, il fratello minore di Ben Affleck - ce la mette tutta e non si può dire che sfiguri al confronto con i cowboy classici: la colpa di aver fatto un film debordante e narcisistico resta, pertanto, a carico di un regista non a caso reduce dagli spot pubblicitari." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 3 settembre 2007)

"E' un film malinconico, sobrio, emozionante, con Brad Pitt e Casey Affleck molto bravi." (Lietta Tornabuoni,
'La Stampa', 3 settembre 2007)

"Con lo schivo Pitt (interpretazione lucida, non solo per gli occhi), sulla sua testa fuorilegge una taglia considerevole, nel cast - ottimo - sono anche il codardo straordinario Casey Affleck, Sam Shepard e il tarato - per ruolo e interpretazione - Sam Rockwell. Se si aggiunge una fotografia - una volta tanto non è luogo critico comune - da mozzare il fiato (della visione), lo score firmato da Nick Cave e una scansione drammaturgica (e psichica) da manuale, c'è di che essere soddisfatti, eccome. Fosse durato 30' in meno, sarebbe stato ancora meglio, ma non lamentiamoci. L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, dal romanzo omonimo di Ron Hansen, utilizza la cornice western, ma solo per fornire un ritratto vivido, profondo e disperato dell'uomo e dell'amicizia, tra ossessione, paranoia, persecuzione e negazione. Paradigmatico e irrimediabilmente umano." (Federico Pontiggia, cinematografo.it, 21 dicembre 2007)
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