L'arte di vincere

Moneyball

USA - 2011
3/5
L'arte di vincere
Le vicende di Billy Beane, general manager di Oakland A, che nonostante un ridotto budget a disposizione, grazie a una sofisticata analisi al computer per scegliere quali giocatori ingaggiare riuscì ad assemblare una squadra di baseball assolutamente competitiva.
  • Altri titoli:
    L'arte di vincere - Moneyball
  • Durata: 133'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, DRAMMATICO, SPORTIVO
  • Specifiche tecniche: ARRIFLEX 435 ES/PANAVISION PANAFLEX MILLENNIUM XL2/PANAVISION PANAFLEX PLATINUM, 35 MM/D-CINEMA (1:1.85)
  • Tratto da: libro "Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game" di Michael Lewis
  • Produzione: MICHAEL DE LUCA, RACHAEL HOROVITZ, BRAD PITT PER MICHAEL DE LUCA PRODUCTIONS, SCOTT RUDIN PRODUCTIONS, SPECIALTY FILMS
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA (2012) - BLU-RAY: SONY PICTURES HOME ENTERTAINMENT (2012)
  • Data uscita 27 Gennaio 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
La vera storia di Billy Beane, il general manager degli Oakland Athletics, ovvero l'uomo che nel 2002 cambiò (per sempre) le regole del baseball Usa. Non tanto sul campo, quanto sui libri contabili: via specchietti per le allodole, ovvero supposte ma strapagate star, e fiducia incondizionata a statistiche, calcoli e “la scienza di vincere”. Aiutato da un utile nerd (Jonah Hill), il manager ed ex giocatore ha il volto di Brad Pitt (ottima prova, fisica e sorniona), mentre il regista Bennett Miller (Capote) - dal libro di Michael Lewis Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game - non muove di una virgola il sottogenere sportivo di riferimento, ma aggiunge humour negli spogliatoi e nelle stanze dei bottoni, contempla il formato famiglia e frulla le coordinate dell'American Dream portandoci (quasi) a credere all'incredibile. Perché Billy rifiutò un assegno da 12 milioni e mezzo di dollari da Boston: vale a dire, un eroe contro Wall Street e un exemplum tra epos ed ethos da portare in trionfo contro questi tempi di crisi. Sì, perché Billy è un proto-indignado, deciso a cambiar le regole tra mazze e guantoni: ce la farà, al netto delle (non) vittorie. E noi? Si attendono emuli sul campo da calcio…

NOTE

- CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 2012 PER: MIGLIOR FILM, REGIA, ATTORE PROTAGONISTA (BRAD PITT, FILM DRAMMATICO), ATTORE NON PROTAGONISTA (JONAH HILL ) E SCENEGGIATURA.

- CANDIDATO AGLI OSCAR 2012 PER: MIGLIOR FILM, ATTORE PROTAGONISTA (BRAD PITT) E NON PROTAGONISTA (JONAH HILL), MONTAGGIO, SCENEGGIATURA NON ORIGINALE E MISSAGGIO SONORO.

CRITICA

"Se il libro è un condensato di formule, la pellicola sceneggiata da Aaron Sorkin e Steven Zaillan e diretta dal Bennett Miller di 'Capote' è l'affresco dietro le quinte di un mondo sportivo, con al centro una complessa figura di protagonista. Lo interpreta in modo magnifico Brad Pitt (candidato), che sul passaggio dell'età ha raggiunto piena maturità di attore. (...) In realtà 'MoneyBall' non è un film sul baseball, racconta un microcosmo maschile grigio e spietato dove puoi essere messo fuori dall'oggi al domani. Ed è anche una malinconica elegia sulla solitudine di chi sfida le regole, sul contrasto fra razionalità e sentimentalismo (o romanticismo): quando vediamo i consulenti seduti intorno al tavolo a decidere sugli acquisti, vengono in mente i commessi viaggiatori di 'Glengarry Glen Ross' di Mamet, che parlando di mercato parlano della loro vita, e della vita in genere. Cast formidabile, un regista sensibile alle sfumature dell'animo e una coppia di sceneggiatori in grado di declinare su piano emozionale discorsi e cifre e di costruire personaggi sfaccettati, umani." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 27 gennaio 2012)

"Piacerà a chi ama vedere le storie di 'sogno americano' (mancato o raggiunto) specie se proposte con dialoghi fulminanti e con un grosso cast, attorno al quasi Oscar Brad Pitt. Garberà anche agli spettatori che non hanno mai capito nulla di baseball, ma rimpiangono certe nostre leggendarie squadre di provincia (il Padova di Nereo Rocco)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 27 gennaio 2012)

"La vera storia di Billy Beane, il general manager degli Oakland Athletics che nel 2002 cambiò per sempre le regole del baseball Usa. Non tanto sul diamante, quanto sui libri contabili: via supposte ma strapagate star e fiducia incondizionata a statistiche, calcoli e 'la scienza di vincere'. Aiutato da un utile nerd (Jonah Hill, candidato all'Oscar), il manager ha il volto di Brad Pitt (ottima e sorniona prova, in cinquina agli Academy Awards), mentre il regista Bennett Miller ('Capote') non muove di una virgola il sottogenere sportivo, ma aggiunge humour alla solita success-story, contemplando il formato famiglia e frullando le coordinate delI'American Dream. Perché Billy -udite, udite - rifiutò un assegno da 12 milioni e mezzo di dollari da Boston: dunque, un eroe 'pauperista' contro Wall Street e un exemplum etico ed epico contro la crisi. Sì, perché è un proto-indignado, deciso a cambiar le regole tra mazze e guantoni: ce la farà? Mentre 'Moneyball' (tratto dal libro omonimo di Michael M. Lewis) corre per la statuetta, noi attendiamo dei Beane sul campo da calcio: no, Zeman non basta." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 26 gennaio 2012)
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